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1/31/2008 31 Gennaio 2008I panni sono ancora bagnati.
Lascio panni e valigie nel portico della casa e saliamo in sella. Lei lavora nella parte ovest della città, a 30 minuti di moto da New Brighton. Alla clinica veterinaria dove lavora, faccio due chiacchiere con la gestrice che adora le moto e si é girata tutta l'Inda su una due ruote fabbricata là. Facciamo foto prima del saluto e ci ripromettiamo di reincontrarci in caso io sia di ritorno in Christchurch. Dave e la sua famiglia non sono ancora ritornati in città e così parto senza il mio asciugamano. Dicono che tornano domani, ma per me non é più tempo di aspettare. Mi fiondo in biblioteca per una rapida occhiatina alle visite del filmato versione Beta e noto che in meno di 24 ci sono già state 2000 visite. WAWAWIWA!!!!! Parto con il sorriso dentro il casco e mi dirigo verso New Brighton per prendere le mie cose. A casa di Lara adesso c'é tutta la famiglia e così stringo la mano del padre e della madre e mi trattengo per il pranzo mentre scambio qualche parola con loro. Mostro i video fatti e alcune foto dei luoghi che tanto vorrebbero visitare. La mia roba é asciutta e dopo una controllatina catena ed olio, sono proprio pronto per partire. Prima di impoccare la strada che porta a destinazione, do anche una lavata alla moto con l'idropulitrice. Una chicca. Come fosse nuova.
Monto il trepiedi in una nuova posizione, talmente instabile da farmi guidare con l'acidità di stomaco, ma così potente da darmi delle nuove inquadrature per i nuovi filmati. In cerca di quella giusta adocchio una ragazza sul lato della strada. Mi fermo, tolgo il casco e cerco di farmi aiutare a ritrovare la via perduta. Noto il suo accento tedesco e glielo faccio notare. Ben presto le direzioni stradali passano in secondo piano e passiamo alle presentazioni. Si chiama Katya ed ha quel tono cortese della gente di montagna. Veste con degli abiti femminili da lavoro, molto simili a quelli che si usavano tanti anni fa, nelle fattorie. lei é qui con il WH visa che lavora per una famiglia. Azzarderei una domanda in più, ma é tempo di imboccare la via giusta da lei consigliatami e di trovare un posto per dormire prima che sia notte. Ma la via giusta é più difficile da trovare di quello che credevo e così tutto diventa buio e la luna piena attira sulla mia visiera tutte le falene della zona. Quando trovo la strada che cercavo é già troppo tardi per continuare a viaggiare e così mi fermo nella prima area di sosta e mi faccio spazio fra i caravan parcheggiati sull'erba in cerca di un angolino in cui montare la mia tenda. L'unico punto disponibile é L'unico tavolino su cui posso cucinare é vicinissimo ad un van che é parcheggiato ad un metro. Cerco di prepararmi da mangiare senza fare rumore, ma i fiammiferi che ho sono bagnati e mi ci vuole un sacco per far partire il fornellino. In risposta, dopo minuti di strofinio sulla scatola di fiammiferi, la porta scorrevole del van si apre ed una ragazza tedesca mi porge il suo accendino. Il fidanzato é kiwi e dice di non preoccuparmi per il rumore, che tanto non stavano dormendo. FInisco la mia cena a base di riso piccante e pulisco i pentolini. Mi infilo in tenda con mascherina anti sole e tappi nelle orecchie. Buona notte. 1/30/2008 30 Gennaio 2008Sveglio alle prime ore del mattino. Parto direttissimo al primo internet café di New Brighton, ma la connessione é così lenta che ho lo stesso problema. Pago 2 dollari e adesso me la devo pure vedere con la smania di guidare fino in centro città. Arrivo all'inter point più costoso della città, mi siedo e avvio l'upload. Intanto posto un invito a tutti i lettori dei forum di dare un occhio al filmato.
Lara mi messaggia e dice di avere un casco con se e di passare dalla biblioteca per farsi riaccompagnare a casa in moto. Ci avventuriamo per le vie della città, stracarichi, con la borsa da sella legata al trepiedi sulla staffa della borsa posteriore Givi. Un macello. Sosta per comprare un gelato al supermercato ed ecco che la mia vena interpretativa spunta all'improvviso davanti alla cassa. Con Mauro, ad Auckland, mi sdraiavo nel carrello ed andavo ad intervistare le persone che fanno la spesa usando un cetriolo come microfono. Dovreste vedere le scene. In NZ certe cose le fai solo da ubriaco e così, oggi, con Lara che ride alle mie spalle, faccio lo scemo con il cassieme e lo faccio ridere. Gli dico che lo amo e che lo voglio sposare. Niente di speciale, ma la reazione dei presenti é euforica.
Fuori dal supermercato trovo una banconota da 5 dollari per terra. Ho praticamente comprato i gelati gratis.
Il cassiere esce con il lungo vagone di carrelli della spesa inpilati l'uno con l'altro. Ci salto sopra e mentre lui spinge ridendo e sottolineando che sono pazzo, io faccio finta di nuotare a rana e delfino sospeso sull'anima metallica dei carrelli. A casa ceniamo con poco e scambiamo due chiacchiere. Lara mi chiede di posare per uno dei suoi dipinti, dove le serve l'ombreggiatura dei muscoli della schiena. Sono lì tutto teso e gasato e lei mi dice che la schiena che sta disegnando é la schiena di una donna. NO! Ci rido sopra e vedo che lo schizzo sulla tela é davvero bello. A parte il fatto che la mia schiena da forma ad una corpo con il seno ed i capelli lunghi...... Vabbé. Domani é il giorno della partenza e così andiamo entrambi a letto presto. Ho fatto una lavatrice ed adesso i panni stendono al riparo dalla pioggia nella sala dove passo la mia ultima notte. Buona notte. 1/29/2008 29 Gennaio 2008Sveglia alle 8. Sono in biblioteca alle 9. Ma a New Brighton non hanno la wifi per i laptop e così decido di lavorare alla grafica con Photoshop. Mi cimento in qualche modifica all'header del sito ed anche ad alcuni banner. Finisco appena in tempo per volare al supermercato e comprare la cena e far trovare tutto pronto per Lara. Quando torna a casa, dopo la sua giornata di lavoro, servo spaghetti con sugo di pomodori freschi, saltati con verdure e prezzemolo alla fine. Brischetta di pomodoro e acqua dal rubinetto. Ma lei fa la kiwi e si beve il te, a cena. Io invece che muoio di sete, mi scuso per non aver pensato al vino o alla birra, visto che non conosco i suoi gusti. Lei dice che il vino andava bene, ma che spettava a lei pensarci visto che io ho cucinato. Mentre lei rigoverna, scopro l'inghippo con Movie Maker che mi ha complicato la vita con i Cool Video e così mi faccio in 4 tutta la notte per fare una PREVIEW degna del materiale che colleziono da Settembre 2007. Quando finisco Lara é in camera che dorme e sono già le 2 del mattino. Sono impaziente di mostrarlo ai lettori, che aspettano da mesi. Cammino con il laptop in mano, scalzo alla luna delle 2 e mi pianto nel giardino di una delle case da cui ricevo la wifi non protetta da password. Non funziona. L'uoload non parte. Vado a letto con la smania. Esausto. Ore ed ore davanti al pc e non ho ancora finito il mio lavoro. In più adesso ho il Cool Video Motorcycle 2007 da uploadare e gli ultimi articoli di In Moto da rileggere ed inviare. Buona notte. 1/28/2008 28 Gennaio 2008Suona la sveglia. Treezy dorme nel suo letto, accanto al mio preparato sul pavimento. CS é una bellissima cosa. Avvicina così tanto le persone da far sembrare il mondo ancora più piccolo. La cosa che a me suscita tanto fascino, però, é il fatto di ritrovarsi spessisimo a condividere angoli di vita di persone sconosciute e di poterne fare parte per dei brevi momenti. Magico. Così mentre lei dorme io la osservo e la ascolto russare appena. Leggo i poster della sua camera, osservo le foto e noto ogni singola cosa sparsa nella stanza. Registro il profumo della casa. Uso la sua carta igienica nel bagno e siedo in silenzio nel salotto, preparandomi un caffè. La sera prima mi ha anche detto di usare il suo Pc, se mi fa piacere. Mi metto a guardare Porco Rosso, il video animazione giapponese basato su un personaggio italiano. Davvero una bella serie. Quando Treezy si sveglia é tempo per me di andare. Sono ansioso di chiudermi in biblioteca davanti al pc e mettermi in pari con il lavoro per In Moto e sul sito. Quando arrivo in città faccio colazione e mi piazzo davanti al pc all'ultimo piano della biblioteca. Scopro ben presto che ho gli ultimoi 600 MB di spazio nel mio disco rigido e così, a malincuore, decido di uscire a comprare un hard disk esterno usb da 160 GB.
Libero tutto lo spazio muovendo i video e le foto nel nuovo hard drive. Faccio una deframmentazione e riparto. Adesso gira tutto alla perfezione, il rumore della ventola non si sente più e parte solo durante operazioni grafiche importanti. Finisco il lavoro in poche ore e ricevo un sms a sorpresa da Lara, un'altra CS che si rende disponibile per un paio di giorni. In verità vorrei partire domani, ma devo ancora finire quello che ho decido di portare a termine ed anche incontrarmi con la famiglia di Christchurch che ha l'asciugamano che ho dimanticato a Takaranui. Ci metto 40 minuti a trovare New Brighton, ma pochissimi istanti a districarmi fra le sue vie per arrivare a casa di Lara. La casa é bellssima. Lei ci passa i giorni settimanali in cui lavora, mentre i genitori la usano per avere una residenza vicina al mare. Sono tutti serfisti. Il padre, la madre ed i tre fratelli. Mi faccio una cenetta mentre io e Lara scambiamo consigli e suggerimenti sulla NZ e sul Brasile, destinazione che lei raggiungerà fra poco. Parliamo di CS e le faccio le domande che chiedo di solito per capire con che filisofia gli altri membri si rapportano alla community. Siamo entrambi esausti. Strimpello la sua chitarra per un pò, ma non sono ispirato e poi é già mezzanotte, meglio non svegliare i vicini. Ci diamo la buona notte ed io mi piazzo sul divano più comodo, lì nella sala, stanza più bella di tutta la casa. Buona notte.
1/27/2008 27 Gennaio 2008Se oggi non butto giù qualche articolo davanti al pc, faccio sciopero del giro del mondo in moto. Tiro dritto fino a Christchurch, città in cui sono volato da Melbourne il 5 Dicembre 2007. E' tale e quale a due mesi fa, con un po' più di sole e la mia moto che adesso accorce le distanze che ero solito percorrere a piedi. Entro alla biblioteca comunale che oggi chiude alle 16. Faccio quello che devo fare, incluso mandare qualche richiesta ai CS della città. Syly, il ragazzo francese del Fich & Chips team é qui al momento. CI troviamo in piazza accanto alla statua, come dice lui, che sembre un pisello rigirato all'ingiù. C'é un mese di fetival per i Buskers, dove gli artisti di strada vengono da ogni angolo del mondo per esibirsi. Non ho la macchina fotografica con me, ma assisto con Syly ad alcuni spettacoli. Mi porta a casa di un amico che vive nel museo di arte contemporanea. Incotro una ragazza francese, anche lei CS. Vengo invitato a far parte di un bbq e così compro la mia parte da condividere con gli altri, offrendo della birra. Syly ha fatto l'insalata e chi ci ha invitato al bbq cucinerà la carne. Arriviamo a piedi, dopo una doccia e una rasatura per il sottoscritto, in questa enorme casa che sorveglia il parco botanico, aperto al pubblico anche di notte. Scopro a tavola che 4 dei partecipanti sono gay e che quindi si può parlare di sesso apertamente. Il discorso però verte sul salvataggio delle balene e poi ritorna sul problema dei gay in europa, facendo dei riferimenti all'Italia ed alla Grecia ed ai motivi socio religiosi che rendono così diversi questi due paesi in relazione all'omosessualità. Io sciorino le mie esperienze in Asia dove, dico, i gay non sono riconosciuti in pubblico, almeno in Cina. Ma ce ne sono tanti nei night club. Passiamo in casa, a sfogliare un fumetto di Manara ed a guardare un ilare animazione tv fatta in inghilterra che monta sulle voci di persone comuni, dei personaggi animali di una fattoria. Da pisciarsi addosso! Andiamo a fare tutti un giro nel parco ed io tengo a braccetto la ragazza francese, come a ricordare a me stesso che, mentre tutti sono felici con cazzi e culi, io mi tengo l'unica donna presente ben stretta. Chissà che non porti qualcosa. Lei ha 28 ed é una bio scenziata che viaggia per un paio di settimane per poi far ritorno in Svizzera. Il fatto é che non mi piace. Ma mi piace saperla donna all'interno di una gruppo di soli gay. Come dire, chi si accontenta gode. La mia CS si chiama Treecy e mi scrive via sms. Ho un posto per la notte e lei mi dice di raggiungerla a casa. Syly partirà domani e così ci abbracciamo davanti alla casa della mia CS come fosse un addio. Treecy mi tiene sveglio per un paio d'ora raccontandomi del suo viaggio di 3 mesi in Italia. Del cibo, della mafia, della gente. Poi parliamo di CS e da Amabassador quale adesso sono, le faccia delle domande per capire con che spirito lei affronti la cosa. Propongo i miei punti di vista e lei ringrazia dicendo che sono buone idee. Dormo in camera sua, sul pavimento, e ci ripromettiamo di darci il buon giorno il mattino dopo, verso le 8. Buona notte. 1/26/2008 26 Gennaio 2008Inizia a pivere. Ma é un falso allarme. Sono le zanzare che si lanciano in picchiata sulla tenda e ci sbattono senza arrivare a me. Esco e smonto le mie cose, controllo l'olio e mi rimetto in moto. Oggi voglio a tutti i costi trovare un posto in cui collegare il pc e scrivere qualche articolo. Un'insegna dice Biblioteca, ma é sabato per cui é chiusa.
Vorrei abracciarli tutti. Arrivo così a Kaikoura e mi ci fermo. Entro in biblioteca, che in questa cittadina é aperta anche il fine settimana e mi siedo. Poi scopro che qui non consentono ai visitatori di collegarsi all'energia elettrica per problemi di sprechi e così me ne esco mortificatissimo. Sul bar davanti alla mia moto, sono parcheggiate decine di moto con la bandiera finlandese. Mi fermo a parlare con alcuni motociclisti che mi interrogano sul mio viaggio. L'organizzatore guida la KTM 950 e mi dice che, se mi ineressa, potrebbe farmi fare la guida in sud america per altre moto spedizioni e pagarmi per il mio lavoro. Ci scambiamo i numeri e ci facciamo gli auguri. Il gruppo di 12 motociclisti riparte diretto a Nelson. Sono stati qui 12 settimane con il noleggio moto ed il tour organizzato e adesso é ora di tornare a lavoro. La loro avventura é narrata in finlandese sul sito gestito dall'organizzatore Jussi Vaiasanen. Potete leggere meglio anche su www.touring-life.com Per volare e viaggiare in moto in Nuova Zelanda, hanno speso l'ira di Dio. Un prezzo proi Se ricordo bene hanno speso 2000 per il noleggio moto. Più il volo. Più la sistemazione. Più la benzina ecc ecc. Vado un attimo al bagno e sulla via di ritorno alla moto, con il laptop in spalla e la video camera, noto una donna giapponese camminare con i figli sul mio stesso lato della strada. Sorrido ai bambini e faccio un commento nella loro lingua. Lei invece, con un italiano perfetto, mi dice "Sei tu il ragazzo italiano con la moto?" Iniziamo a parlare e dopo poco sono presentato al marito, di origine italiana. Vivono a Canberra e sono qui per le vacanze di Natale. Mi invitano a pranzo in un ristorante e parliamo del mio viaggio e del modo in cui si sono conosciuti. Passano ore ed ore ed io vorrei non andare mai via. Lui é una persona estremamente gentile e che conosce la situazione degli italiani in australia molto bene e lei studia i diritti delle donne nell'ambito lavorativo in paesi come la corea.
I bambini sono fantastici. Roman e Leon. Parlano un italiano con accento ascolano e studiano in australia, parlando un inglese locale. Inoltre parlano il giapponese con la madre. Io sono gasatissimo e più passa il tempo più mi dimentico che devo scrivere gli articoli. Ma ci divertiamo e dopo il pranzo beviamo un caffé che lei mi prepara nel camper e poi andiamo a fare una passeggiata. Vengo invitato a cena nel camper per un po' di pasta e finiamo per fare le 22 a raccontarci barzellette e ridere con i bambini. Siamo esausti. Per me é arrivato il momento di andare in cerca di un posto in cui accamparmi e per loro il momento di trovare un caravan park. I bambini sono inesauribili di energia, mentre i genitori sono contenti di vedermi andare, per aver un po' di relax. Mi avventuro sui tornanti della costa che adesso appaiono bui e tetri, illuminati dalla sola luce della luna piena. Decido di accamparmi in un'aria di sosta che espone il cartello NO CAMPING, ma sono sicuro che in questa zona di mezzo fra città e città, non ci sono controlli della polizia. Soltanto cartelli privi di senso. Monto la tenda nascosta da una sepie e lontano dalla strada e mi metto a dormire. Ma c'é qualcosa che puzza incredibilmente di piscio. Chissà. 1/25/2008 25 Gennaio 2008Batteria piena nel computer. Uno dei miei editori mi ha proposto di mettermi in vantaggio con gli articoli di qualche mese e di fargli avere il pezzo portante che descrive i passati 3 anni di viaggi.
La batteria muore dopo 1 ora, proprio sul più bello. Odio questo computer!!!!!!!! Mi rimetto in cammino dopo una lunga chiacchierata al cellulare con mia madre. La prendo in giro dicendole che é un Prete, perché sta educando mia sorella (12 anni) ad avere una sessualità tutt'altro che consapevole. Una di quelle sessualità da chiesa dove si dice che
Ora, parliamoci chiaro. Mia sorella ha 12 anni e non mi sogno nemmeno lontanamente di saperla a letto con chissà chi di qui ad un anno. Ma quello che penso é che se io ho avuto la mia prima esperienza a 15 anni, le generazioni di oggi saranno sicuramente più precoci.
I bambini di oggi hanno sempre il sesso in testa ed in bocca. Fanno battutaccie di pessimo gusto ed immaginano il sesso per come noi adulti glielo mostriamo in famiglia o per come lo imparano dalla tv e dai messaggi media. Per cui cosa ci aspettiamo? Che un bambino di 12 anni vada da mia sorella e le dica
MA DAI!!!! Probabilmente, fra i banchi di scuola e le festicciole del sabato sera ed i pomeriggi in discoteca, i discorsi tipici saranno questi
e magari, chiusi in qualche sgabuzzino della scuola, parte pure la vera pesie tipo
AHAHAHHAHAHAHAHAH
Cmq, non conosco gli amici di mia sorella, ma sono convinto che l'educazione sessuale sia soprattutto qualcosa che un genitore debba impartire NON
A me la mi mamma, quando avevo 12 anni, mi faceva subire ore di preconcetti religiosi in compagnia delle amiche di chiesa che mi dicevano:
Ed ecco che si é creato il porco maiale perverso che c'é in me.... ihihihihi
Seriamente. Se fossi a casa, parlerei a mia sorella del sesso per come l'ho vissuto io alla sua età e per come questo maturi e si faccia adeguato alla persona che siamo, con gli anni di pratica. Il che non vuol dire dare a mia sorella l'incoraggiamento di andarsi a comprare una scatola di 24 preservativi e scoparsi la città, ma quanto meno di essere consapevole e serena nell'esplorare la sua sessualità quando troverà il compagno giusto con cui farlo. Che sia casuale, fisso, marocchino o albanese, chi se ne frega. Quella sarà una scelta sua. Ci mancherebbe anche che mia madre mi dicesse con chi io DEVO e NON DEVO andare a letto. Non vedo perché ci si sente in diritto di farlo con le donne. Mia madre al telefono si irrita e dice che per le donne é diverso. Allora io mi incazzo e urlo. "Ma chi l'ha detto che le donne sono diverse??? Perché nel 2008, in Italia, si deve ancora pensare che un uomo possa fare del sesso per sport e divertimento ed una donna sia condannata ad anni di critiche? Ma che pensi che una donna non possa apprezzare il sesso tanto quanto lo fa un uomo? Una donna cos'é, altrimenti? Un foro con un corpo intorno???? Ma io mi domande e dico!!!!!!!!!!" Diamo un po' di personalità alla donna e alla libertà sessuale che le spetta. Parliamo ai nostri figli adolescenti senza senso del possesso e sensa tenerli lontani dalle esperienze che sono stati i nostri sbagli o le nostre bravate trasgressive. Diciamo ad un figlio cosa il sesso é ed anche cosa non é. Diciamogli cosa é per noi e cosa é per gli altri. Diciamogli cosa potrebbe essere per lui e cosa non.
Diciamogli che il sesso é un arte che si impara e si affina negli anni. Diciamogli che ci avvicina alle persone, ma che può anche allontanarci e diciamogli che é un piacere dal quale NON E' SANO ASTENERSI. E se pensate che sia un problema parlare a vostro figlio in questo modo, allora forse é meglio che cominciate a chiedervi quanto IL SESSO SIA UN PROBLEMA PER VOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E se hanno compiuto i 18 anni e sono single, mandatele da Gionata. hiihihihih
Insomma il pc muore e io riparto. Mi faccio tutta la valle che costeggia il fiume ed il parco nazionale. Guido e guido e guido e dove arrivo? Ah no. Prima trovo uno dei mille insetti che ha lasciato la pelle attaccata alla mia ruota e così me lo mangio. Qualcuno mi aveva detto che é una cosa piena di proteine e che non sa di nulla. Confermo. Poi é attaccato alla ruota, non potevo non mangiarlo (ma che cazzo centra?) Continuo la mia corsa ed arrivo sulla statle 67 che mi porta sulla Est senza passare da Nelson e Pitson, da cui sono arrivato qualche settimana fa. Finisco la benzina e scopro di aver anche finito i soldi nella carta di credito neo zelandese. Pago con gli ultimi contanti a mia disposizione e mi fermo nel giardino della stazione di servizio per prepararmi il pranzo. Alle mie spalle atterrano continuamente paracadutisti dal cielo. Uno di loro mi dice della gara che si sta svolgendo da tutta la mattina. Lui si é classificato 5° ed é molto soddisfatto. Mi parla cordialmente e con un leggero interess Parto puntando verso est dopo una breve sosta al lago. Cerco di dormire ma qui le sand flyes sono insopportabili. Mi mangiano da tutte le parti e mi si posano sul naso. Arrivo sulla costa prima del previsto, indossando felpa e pantalone e stivali. Il clima é infatti un pochina freddo in questi giorni, ma solo perché stando tanti giorni in un paese straniero ci si climatizza e ci si abitua alle temeperature locali con facilità. Arrivo a Blenheim nel tardo pomerggio, facendo una sosta al supemercato per prelevare dalla Poste Pay e comprare qualche scorta cibo da portarmi dietro. La cassiera é indiana, sulla 50ina ed é molto cortese. Ha una neo fra le sopracciglia. Vede la mia moto parcheggiata fuori e mi chiede se sono il proprietario. Mi auguro buona strada e torna al suo prossimo cliente. Impacchetto tutta la mia roba e riparto. C'era chi mi aveva detto che questa parte di Nuova Zelanda é piuttosto Mi accampo di fianco alla strada, in mezzo a due colline che guardano i pascoli muoversi in gruppi. Sono solo e mi sento circondato da soli animali e così mi intrattengo con canzoni degli Incubus cantate a squarcia gola mentre monto la tenda e mi preparo 6 wurstel in umido. Con ripieno di formaggio e pancetta. Yam!!!! Buona notte.
1/24/2008 24 Gennaio 20087 del mattino. Il controllore squote la mia tenda e dice "Sveglia" Merda!
Pago con l'amaro in bocca e torno alle mie cose. Mi fermo a parlare con le ragazze irlandesi ed una coppia di olandesi che sono appena arrivati. Lui é stato praticamente in tutto il mondo, specialmente in sud america dove andrò presto anche io.
Le famiglie invece, adesso che é giorno e vedono la moto, mi circondano e fanno mille domande sul mio viaggio. C'é un momento in cui io parlo delle cose che ripeto decine di volte in una settimana e noto che i padri sono completamente catturati dalla storia. Fanno altre domande e non smettono di approfondire. Chiedono dei curdi in Turchia. Dei miei mesi di insegnamento in Cina. Della Siberia e dei russi ubriachi. Mi invitano per pranzo e ci guardiamo i miei film tutti assieme, dando precedenza ai bambini che hanno sentito parlare di orsi bruni e adesso vogliono vedere il video che ho fatto in Siberia dell'orso che gioca con il pneumatico. Cerco allora di dilungarmi in conversazioni alla Gionata con uno dei padri e scopro che lui ha tante cose da dire e tante informazioni da condividere. Alla fine mi lascia pure il numero di telefono per trovare un lavoro nelle miriere di oro. Mi dice che solo per guidare i camion da 200 Tonnellate, non serve patente speciale e mi darebbero 1200 NZD a settimana. Sarebbero 2400 euro al mese. Mica male. Se ottengo questo lavoro faccio un po' di migliorie alla moto ed al mio equipaggiamento foto video. Eh si!
Alle 17 siamo di ritorno ed é proprio tempo per me di andare. Mi invitano per cena. Hanno trovato delle cozze grandi come il mio pugno. Mi dicono che se rimango posso mangaire il pesce fresco che hanno pescato in mattinata. Uno dei pesci é una piccolo squalo lungo 80 cm. Dico che non posso, che rischio di dover pagare per un'altra notte e che é meglio se guido durante le ore di luce che mi rimangono. Parto e mi dimentico di prendere l'asciugamano da campeggio che avevo steso ad asciugare. Merda! 35 AUD sprecati e adesso non ho più asciugamano. Mi fermo in città a fare la spesa e passo un'ora ad ascoltare una ragazza di 18 anni che suona la chitarra davanti al supermercato. Mi dice anche di suonare per lei e così faccio due o tre pezzi. Mentre suono, una donna esce dal supermercato e mi da 2 dollari. Li offro alla ragazza e me ne vado quando sono le 21. C'é ancora sole, ma é tempo di affrettarsi. Mi perdo un paio di volte fra le stradine che portano alla fine di tutti i golfi e mi ritrovo a fare foto alla luna rossa di notte mentre canto a squarcia gola le canzoni di Bersani che ascolto con le cuffie ed il lettore Mp3. Trovo una piazzola in una sorta di grande prato. Pianto la tenda sotto ad un enorme albero. Il suolo é piatto. Asciutto e soffice, ideale per piantare la tenda.
Buona notte. 1/23/2008 23 Gennaio 2008 (Whale strading)6 del mattino. Nathan parla nel corridoio della casa con tono preoccupato. Apro gli occhi e guardo Bruno, mentre ascoltiamo.
Mi vesto al volo e corro in giardino. Il sole é sorto da meno di un'ora. La baia é in bassa marea ed a pochi metri dalla costa, 6 balene pilota dalla pinnalunga, giacciono sulla sabbia bagnata sbuffando faticosamente gli ultimi respiri. Corro con fotocamere e video camere e mi trovo solo fra i 6 enormi animali. 2 sono già morti. Il solo cuoce la loro massa e le lascia soffocare posizionandole con lo sfiatatoio di lato, a contatto con la sabbia sporca. Gli altri arrivano con il quad, armati di asciugamani e secchi. Iniziamo a tirare acqua salata sui corpi delle 4 balene rimaste in vita e posiamo panni ed asciumagami bagnati sui loro enormi corpi per mantenerli idratati. Hanno occhi piccoli, da cui esce materia che secca e marcisce al sole. Gli escrementi si sono depositati sul suolo e sporcano la poca acqua che le tiene bagnate. Le pinne sono ferite e sanguinano per l'inutile tentativo di ribellarsi all'immobilita terrestre che le sta facendo lentamente morire. Siamo adesso in 8. Me, Bruno e tutti gli altri. Nei nostri pigiami e senza sosta. Lascio la video camera girare liberamente, ma non posso fare foto perché le balene hanno bisogno di acqua costantemente. Una delle più grandi, arenatasi vicino alla riva, giace con lo sfiatatoio vicino al livello del suolo ed il peso la lascia ruotare ancora ed ancora. Quando l'acqua sporca entra nel foro da cui respire l'animale comincia ad avere convulzioni, a dimenarsi, a tagliarsi il corpo con conchiglie e sassi e sgrana gli occhi terrorizzato prima di morire davanti ai nostri occhi. La bambina di 16 anni che é lì per aiutarci, inizia a piangere. Io ritorno alla balena più grande, adesso sul punto di morire nello stesso modo. Prendiamo allora delle pale e scaviamo dei fossi lungo il profilo delle balene e, con l'aiuto di tutti, le spingiamo per farle ruotare in posizione tale da rimettere lo sfiatatoio in alto, facendolo sdraiare sulla pancia. Ma dobbiamo essere in 8. Le balene sono animali enormi. La più grande sarà 9 metri. La bagno con il secchio e la accarezzo sdraiandomi su di lei per tenere i panni bagnati assieme prima che le forti raffiche di vento li soffi tutti via mandando i nostri sforzi in fumo. Il dipartimento di conservazione arrive dopo 3 ore. Hanno mute da sub e grandi veicoli. Alle 10 arrivano i turisti e l'alta marea é già tornata. Dobbiamo far galleggiare le balene sopravvissute e spingerle a mano l'una vicino l'altra. Portanno così rimettersi in gruppo e nuotare assieme a largo, dove saranno salve.
Faccio alcune foto adesso che l'acqua assicura alle bestie la vita. Ho 2 ore e mezzo di video che userò per il sito. Dopo 1 ora dal salvataggio, l'elicottero torna da noi e ci dice che altre 24 si sono arenate a 2 km da dove siamo, nella parte est della baia. Il dipartimento di conservazione parte in motoscafo, aiutato dai turisti che sono lì per caso. Ne salvano 12 e 12 muoino. Secondo gli esperti, non ci sono spiegazioni al fatto dell'arenarsi delle balene. Succede nella baia del Farewell Spit da milioni di anni. I fossibili di balene arenatesi qui sono stati ritrovati e risalgono a molti anni fa. Al momento sembra che le teorie possibili siano 3
Vengono fatti studi per evitare questo, ma le balene che si arenano non sono in via di estinz Come caso da ricordare, 3 anni fa, in inverno, si arenano in un mattino solo 325 balene. Pioveva e così fu facile salvarne 323. Ma per fare ciò, i neo zelandesi volarono da ogni città neo zelandese al solo scopo di assistere i cetacei arenatisi in mare. Nella stessa baia, sulla spiaggia sabbiosa, sono però già sepolte molte centinaia di balene che durante gli anni si sono arenate e sono morte per insufficienza di aiuti da parte dei volontari come noi o dei DOC (deparment of conservation). Studiare il comportamento delle balene con sonte e cavie in laboratorio é considerato eticamente sbagliato per cui non si fanno progressi dal punto di vista scentifico. Inoltre i Maori, per accordi locali con i bianchi, sono autorizzati a prendere in posseso le carcasse delle balene morte per segare via con la motosega la mandibola. Il motivo sembra essere collegato alle credenze ed al valore della dentatura delle balene che sembrerebbe rappresentare un ornamento importante da omaggiare ad altre tribù durante riti Maori.
Vado così all'internet café e mi viene fatto notare che l'affare é concluso in quanto uno dei giornalisti del Nelson Mail ha fatto le foto al gruppo delle 12 balene morte nella tarda mattina e che, quindi, le mie foto non serviranno più. Torno allora al café e passo qualche minuto a riflettere sulla questione. Ho alcuni articoli da scrivere per In Moto e così sfrutto dello stato meditativo per buttare giù qualche bozza. I ragazzi sono adesso impegnati nel caffé che ospita già decine e decine di clienti. Mi sento un po di restare per un'altra notte, visto che Jess me lo ha già chieto, ma ho anche bisogno di andare in cerca di nuovi posti e così mi propongo di andare a campeggiare a Takaranui, nella parte a sud est di Farewell Spit. Il commento dei ragazzi é positivo. Dicono sia un bel posto. Parto dopo una serie di abbracci e arrivo dopo una sosta in citt La via termina con uno dei camping ground più grandi ch'io abbia mai visto. Non voglio pagare, ma rimango per la cena, facendomi qualcosa al fornellino. Due ragazze irlandesi mi parlano e dicono di non aver potuto pagare perché il campground é comunque pieno. Mi dicono di campeggiare per la notte e di montare la tenda accanto alla loro. Eccoci......... Mi offrono la cena e si raccontano. La più carina studio bio informatica ed ha un corpo tutto da guardare. Poi le irlandesi sono donne diverse dalle inglesi. Bevono meno e sorridono di più. Non so. Tutti corrono in spiaggia ad ammirare la luna rossa che tante notte avevo visto e fotografato nel deserto australiano. Ma non glielo dico. E' anche bello dare modo alle persone di godere di qualcosa che é speciale proprio perché é la prima volta che la vivono sulla proprio pelle.
Italiano... La luna é alta nel cielo ed io siedo con la chitarra in mano assieme alle ragazze irlandesi ed un gruppo di 3 famiglie con cui condividiamo il calore di un falò. La chitarra é di uno dei padri che é in vacanza con la famiglia e facciamo una canzone alla volta. Parliamo di costellazioni e della differenza sostanziale fra gli australiani ed i neo zelandesi. Sono le 23 ed ho ancora fame. Mangio una zuppa al pomodoro e finisco il barattolo di Nutella con il cucchiaio. Buono! Le conversazioni però, rivelano un conflitto caratteriale fra me e la ragazza irlandese che mi piace. Non che ci sia una lite, ma più che l'ascolto e meno che mi interessa mostrarmi interessato. Pazienza. Andiamo a letto in tende separate, ovviemente, e programmo la sveglia nel cellulare per sfuggire alle grinfie del controllore domani mattina. 1/22/2008 22 Gennaio 2008Piove ancora. Una luce fredda e bianca illumina la tenda. Ma piove e piove e piove. E le raffiche di vente si ripetono senza modificare il ritmo della loro frequenza. Non guardo che ora é, ma aspetto per un'ora intera sperando in un miglioramento del tempo. Niente.
C'é soltanto un'ermo pozza d'acqua che si allarga sotto la tenda e così scopro che adesso ho anche il sacco a pelo ed il materassino bagnato. Impacchetto tutto come é. Bagnato ed inutilizzabile. Ho lasciato la giacca ed i pantaloni e la falpa sulla moto, dalla disperazione ed adesso sono mezzi d'acqua pure loro. Per coronare questa mattina di felice pioggia, decido di fare un filmato, sperando che almeno adesso la video camera sia asciutta. Funziona, ma il vento la fa cadere dal trepiedi proprio dentro una pozza e così smette di funzionare per sempre. Mi scappa una bestemmia... Ho il culo e le palle bagnate ed i pantaloni della tuta impermeabile sono rotti e non proteggono più. Inoltre la giacca impermeabile non é pesante abbastanza per ripararmi dal freddo. Siedo in sella e parto, tremando come un ghiacciolo e sfidando le curve a 20 Km/h cercando di far andare via l'appannamento dalla visiera che non mi lascia vedere nemmeno dove vado. Arrivo a Takaka ma non ho il coraggio di fermarmi. Fa così freddo e la città non sembra avere un posto al riparo in cui io mi possa riscaldare. A meno che io non paghi. A Collingwood invece, città assai più piccola, trovo un bagno pubblico molto pulito e mi cambio. Indosso i pantaloni di jeans, la maglietta Ufo e la camicia bianca, ultimi vestiti asciutti. Metto anche mutande e calzini puliti e chiudo in un sacchetto di plastica tutta la roba bagnata e sporca che ho accumulata. Ora che sono caldo mi torna il buon umore. Stendo in bagno la giacca Clover ed i pantaloni che grondano. Asciugo la giacca Givi sotto un ventilatore d'aria calda per le mani e quando lo indosso sembra essere abbastanza asciutto. Lascio la moto sotto l'acqua e mi rinchiudo in un café in cui mi collego all'elettricità e scrivo il diario di viaggio della settimana passata. Senza foto perché non voglio andare a ripescare la fotocamera digitale sotto l'acqua. Così scrivo dei giorni passati ed ordino un panino. Lo divoro e scopro che sono le 15. E che mi ero svegliato 3 ore fa. Che vergogna. Dopo 3 ore, per miracolo, noto che é tornato il sole. Se voglio dormire e se voglio conservare la mia tenda (che in viaggio assume il valore di una vera e propria casa), sarà meglio che stenda la mia roba al sole. La moto é adesso tappezzata di tutto quello che ho. Parcheggiata accanto al marciapiede, esibisce tuta moto, stivali, scarpe, tenda, materassino e sacco a pelo attaccati da ogni parti a sventolare al vento mentre il sole delle 19 li asciuga. E funziona. Quando il café chiude, alle 19:30, é quasi tutti indossabile. Ripiedo la tenda nella sua borsa ed anche sacco letto e materasso. Indosso la felpa e la tuta, ma non gli stivali e riparto. Punto a nord, dove il Farewell Spit segna il punto più a Nord della costa nord ovest dell'isola del sud. Che torta eh? Ma é anche un parco nazionale e c'é dello sterrato da fare, per cui ne varrà la pena. I torrenti ed i corsi d'acqua sono in piena e trasportano con quantità enormi di acqua piovana marrone, alberi e arbusti di ogni tipo. Sostare sul ponte che li attraversa, fa un certo effetto. Arrivo al Farewell spit e sono da solo. Che bello. Sulla punta degli scogli, con la moto abusivamente guidata fino alla piattaforma, faccio video e foto ad un gruppo di foche che dormono sugli scogli. La vista é bellissima, ma il cielo é arrabbiato e se non voglio prendere altra acqua sarà meglio che monti la tenda al più presto. Per accamparmi mi dirigo verso una seconda strada sterrata, dove appare una vecchia casa di fronte al mare e strani animali neri a largo del mare racchiuso nella baia. Una signora anziana con un bicchiere in mano mi viene incontro e le chiedo se quelle che vedo sono le pienne delle balene. Ce ne sono a centinaia. Lei dice che sono cicogne nere, molto popolare nella baia del farewell spit. In men che non si dica, quando le dico che sono italiano e viaggio in moto, vengo invitato a cena e per la notte. Due ore prima di me si é fatto vivo un ragazzo francese di nome Bruno che é stato immediatamente invitato per la cena e per la notte come me. La signora dirige assieme al compagno, il café sulla cima della collina. In casa ci sono le figlie della donna e alcuni dei membri dello staff che lavora al café. Una ragazza tedesca. Un signore serbo. Poi il ragazzo francese capitato per caso e me. Sembra una riunione europea tenuta in casa neo zelandese. Il cibo é buonissimo e la signora ed il suo compagno sono sensazionalmente ospitali ed intelligenti. Ci metto poco a realizzare che vivono, da soli, in un angolo di paradiso tutto per loro. Ci spostiamo in giardino, seduti davanti alla baia che adesso é in bassa marea e beviamo vino parlando di viaggi. Quando il vino finisce, il compagno di Jess (la signora) mi porta con il quad a prendere due bottiglie di vino al café che gestiscono. La luna é piena e mi mostra con le luci della sala da pranzo ancora chiuse, la magnifica vista che si ha dalla vetrata che mette la veranda del café proprio di fronte alla baia ed al mare. C'é un attimo di silenzio. Il posto é bellissino. Hanno più di 1500 clienti al giorno. WOW! Torniamo nella casa che sta proprio sotto al café, dietro la collina da cui si vede il mare. Nathan (il compagno di Jess) guida il quad con qualche bicchiere di vino in corpo, lungo il sentiro sterrato che porta a casa sua. La luna piena in cielo. Il sapore del vino in bocca e l'odore del mare. Parliamo della vita che faceva prima. A volte mi parla guardandomi negli occhi, dimenticando di essere ala guida del quad (senza fredi fra l'altro) ed io lo seguo nella conversazione tenendo d'occhio il ciglio della strada.... In casa ci spostiamo in salotto e poi, dopo risate, storie, musica e commenti sul mio viaggio "epico", vado a farmi una doccia e vado a letto. Nella stanza ci sono 4 letti a castello e Bruno dorme in uno di questi. L'altro é per me e due sono lasciati liberi. La ragazza tedesca non é rimasta ed é andata a dormire nel camping dove risiede ed il serbo, che lavora in cucina, é in camera sua. Sono esausto e sono contentissimo di godere finalmente dell'ospitalità kiwi, così diversa dalla freddezza australiana. Dalla sua superficialità. Buona notte. 1/21/2008 21 Gennaio 2008I giochi proseguono lenti e violenti fino alle 5 del mattino. La gestrice del Hotel mi ha detto che non dobbiamo preoccuparci di andare via entro le 10. Possiamo farlo in ogni momento. La sveglia suona alle 11. Facciamo l'amore. Con un sapore tutt diverso, perché questa volta, immagino, sarà l'ultima volta prima che ci si possa reincontrare a San Francisco in California, quando viaggerò lì. I preparativi sono il momento cruciale, ma Lei non sembra rattristata o lasciare che questa ennesima lunga separazione rovini gli ultimi minuti che passiamo assieme. Ci abbracciamo davanti alla sua auto. Ci baciamo. Ci diciamo che ci scriveremo e che - si - ci terremo aggiornati sulla posizione di entrambi così da reincontrarci in un posto o nell'altro. Rientro in cucina, mi faccio il pranzo. Scambio due chiacchiere con una cantante che gira Australia e Nuova Zelanda in Tour spostandosi con il compagno su di una sorta di casa ambulante che viene trainata da un camion. Un mega lusso da sogno. Riparto dopo il controllo olio, pieno benzina e due barrette di cioccolato. Con tutto questo affetto negli ultimi giorni, ne avrò di cioccolata da mangiare, per compensare alla mancanza.... Decido di tirare dritto a Nord, dove non ero potuto andare per essere puntuale all'appuntamente nella costa Ovest con Lei.
E più che salgo, più che piove. Ed il problema é che io, per abitudine, un po' di pioggia me la lascio prendere (tanto la roba Clover é mega impermeabile), tanto poi la pioggia finisce. Ed invece, per forza di inerzia, non mi rendo conto che sono sotto l'acqua da due ore. Ho tutto bagnato. Anche le mutande ed i calzini. E non mi passa nemmeno per la mente di indossare la tuta antipioggia Spark che Cose di Moto mi ha fornito. Non lo so spiegare. E' una sorta di stato bradipiale che non si raggira con facilità. Immagino dipenda dal fatto che non mi voglio fermare per 5 minuti, ma continuare per ore a guidare nonostante la pioggia. Perfino la borsa serbatoio é mezza, perché non ho avuto la creanza di coprirla con la pellicola anti pioggia che Famsa ha sviluppato per i giorni di pioggia. Risultato? Le videocaere sono tutte umide.... Bravo Gionata! Sono adesso su un tratto montano che sale e sale e sale. La città in cima alla montagna si chiama Takaka e sembra vantare di una vista sulla valle stupenda. Ma la nuvola bianco grigiastra che sprigiona la pioggia incessante, giace proprio attorno alla montagna ed ha riempito la valle di nebbia. Io sono un ghiacciolo. E penso che adesso sono anche nelle condizioni di dovermi fermare e montare la tenda sotto la pioggia. Un degenero. Mi fermo e mi invento un modo per montare la tenda e infilarci le poche cose asciutte che ho e cambiarmi dentro. Scopro dove 1 ora che ho una fame da lupi e così devo riuscire sotto la bufera e farmi la cena con il pentolino. Ma i fiammiferi sono tutti bagnati e così ci metto 20 minuti ad accendermi il fuoco. Mi faccio una zuppa con i noodle che, per la disattenzione, viene troppo salata e ne getto metà. Non ho nient'altro. Non ho nemmeno fatto la spesa a Westport. Ma che cazzo succede oggi??!?!??!?! Faccio un filmato che mi ricordi questo momento, visto che mi rendo conto che non ho video in cui mostro in che situazioni, il giro del mondo possa essere. C'é sempre il sole nei miei filmini. Ma la gente vuole vedere che soffri sotto la neve ed il vento e che dici le parolaccie sotto la bufera. E così eccomi qui. Accendo la videocamera che copro con un sacchetto di plastica e magicamente, dopo 10 minuti di monologo, scopro che c'é acqua nella testina ed il display dice di Rimetto a posto sbattendo tutto. Mi spoglio sotto l'acqua ed entro in tenda dove indosso la poca roba asciutta e mi metto a dormire.... 1/20/2008 20 Gennaio 2008Ho sognato porcate tutta la notte. Invece di fare come il giorno prima, questa volta mi sveglio ed esco dalla tenda a preparare. Facciamo una colazione al volo e decidiamo di andare a fare la famosa passeggiata nel bosco chiamata Heaphy Track. Per l'evento svuotiamo il suo backpack che riempiamo con costumi, asciugamani, scorta acqua e cibo e creme varie per le sand flyes. Lo zaino lo porto io e la seguo, mentre parliamo di sesso e di come la gente lo vive. Le faccio domande sui sui precedenti amanti e sulla sua storia sessuale personele. La pensiamo allo stesso modo
Mi dice che tuttavia molte delle persone con cui ha fatto sesso non sono aperte o trasgressive. Che molte non affrontano il sesso con uno spirito di liberazione e godimento (come dovrebbe essere) ma come l'ennesima messa in scena per impressionare se stessi e l'altro. Per ricadere in moralismi, perbenismi e opportunismi così vili da rendere il sesso tutta una grande baggianata. Mi dice di quando chiese ad uno suo partner di legarla. "Sai che mi ha detto quello?" chiede lei pronta a raccontarsi... "Cosa?" faccio io che già sorrido... "Mi ha chiesto - ma perché ti piace farti legare???? - alché, per me, l'interesse sessuale per quell'uomo era già estinto." "Piuttosto - le faccio - quand'é che leghi me e mi scopi?" Lei sorride e comincia a pensare alla risposta.
Da brava scalatrice quale Lei é, non può che far impazzire un'arrampicatore matto quale sono io. A piedi nudi mi arrampico seguendo la via che Lei segue. Arrivo in un punto altissimo in cui sporco sulle roccie sotto di me e provo una paura cane. Ma é irrazionale e, appena metto a fuoco, cerco di salire l'ultimo scalino da solo. Lei mi porge il suo aiuto, ma rifiuto per paura di cadere e tirarla giù con me. Alla fine ce la faccio e siede al suo fianco in cima alla roccia, con la vaga sensazione di essere prossimo a chiedere aiuto durante la discesa. Per scendere Lei ci mette un attimo e io la segue portando come trofeo un lungo taglio sanguinante sulla gamba sinistra. Scopro solo dopo che é una delle croste da pinzo di sand fly che mi si é staccato e che adesso riga la mia gambe di sangue. Un uccello lontano assomiglia ad un pinguino. Lei mi dice di averne visti a decine nei giorni prima e così andiamo all'inseguimento. Non é un pinguino, ma è uno degli uccelli più buffi che io abbia mai visto. Zampetta senza volare via come una papera ma ha il collo lunghizzio ed il becco fine fine, con due occhi a pallina, simili a quelli che si disegnano all'asilo con il pennarello a punta grande. Lei costruisce un riparo dal sole con il suo asciugamano e dei rami. La prendo in giro cantanto la sigla di Mc Guyver e ridacchiamo. Siamo nudi davanti al sentiero che, oltre alla fitta vegetazione, ci ha portati fin qui. Forse qualcuno ci vede o forse no. Chi se ne frega. Sta di fatto che dopo il bagno in acqua gelida, i giochi reiniziano per un bel po'. Come di consueto ci fermiamo perché le sandflyes stanno facendo di noi il loro pasto. Decidiamo allora di rivestirci e tornare indietro.
Sulla via di ritorno a Westport facciamo gli scemi in un pub bevendo caffé con la stecca da biliardo in mano. Vinco due volte su tre, ma le battute e le allusioni sessuali che ci scambiamo ad alta voce davanti agli ubriaconi, sono incredibilmente accesi. Si ride, ci si bacia, ci abbracciamo. Forse non sappiamo che domani sarà un saluto lungo un anno o forse più. A Westport metto in pratica le mie tattiche da vecchio venditore ed ottengo una stanza doppia per 45 dollari contri i 64 che mi avevano chiesto al telefono. Per la cena torniamo alla pizzeria che giorni prima avevamo trovato chiusa. Siamo gli ultimi della serata e così il pizzaiolo scabia con noi 4 chiacchiere e prepara la pizza con un pizzico di personale attenzione per i suoi due nuovi "amici". Due pinte di birra ed eccomi che siede per la prima volta davanti alla donna che non ho conosciuto mai. Per la serata infatti vestiamo con gli abiti più belli che abbiamo. Io sfoggio la mia camicia bianca comprata in cina per 1 dollaro e i miei pantaloni di jeans nero con la mota secca sull'orlo delle gambe. Stivali e deodorante a iosa. Lei invece ha un jeans attillato, con quel suo fisico atletico che le risalta tutto. Un toppettino verde con delle decorazioni semplici ma molto femminili. Un petto generosissimo e tonico. Ha lisciato i capelli, ha messo del trucco ed indossa le scarpe con il tacco. Nell'orecchio, sotto voce per non arrapare anche il pizzaiolo, dice "Se vedevi le scarpe che ho casa, mi avresti chiesto di leccarle..." "Vuoi leccare i miei stivali motosi, invece?" le faccio con un sorrisetto mentre le mordicchio il collo.
Siamo alticci e felici. Camminiamo appassionatamente verso la stanza, mentre tutta la città di Westporto dorme ed alcuni ragazzi escono da un pub abbracciati alle ragazze che si porteranno a letto stasera. In camera beviamo altro gin seduti sul pavimento e parlando di quello che del mondo ci piace e quello che no. E' quasi mezzanotte. Non in che momento, ma come promesso, mi ritrovo legato al letto con una sciarpa e bendato con il suo toppettino verde. A IU TO (qualcuno mi dica che NON sto sognando) 1/19/2008 19 Gennaio 2008La sveglia suona alle 9. Eravamo già svegli da un'ora. Nudi. Contorti. Sudati. Sboccati. Preso così, il sesso, ha tutto un'altro sapore. Ha tutto un altro senso. Succedono cose bellissime oggi, mentre lo facciamo. Più i nostri corpi si conoscono, più intenso é il piacere che sappiamo concederci. Mi incanto nel notare il sorriso che le si apre sul viso quando, ad occhi chiusi, il piacere che le do sta raggiungendo l'apice. Un'espressione che non saprei descrivere o rappresentare con nessuna delle arti di cui mi avvalgo per registrare le mie emozioni e condividerle con voi.
La sera prima, a dire il vero, c'é stato un momento molto intenso fra noi. Nel rispondere ad una sua domanda, ho appreso qualcosa di nuovo su me stesso.
"Ma non ti manca casa?" Una domanda così familiare per me. Mi é stata chiesta perfino da chi, a casa mia, ci abita. Mi é stata chiesta da amici. Da parenti. Familiari. Conoscenti. Lettori. Ammiratori. Giornalisti. Tutti. Forse la risposta non é mai stata accurata perché le circostanze in cui mi era stata chiesta, non mi mettere in condizioni di guardarmi dentro fino in fondo. Chissà. Ma quando é Lei che me lo chiede, ho un fiume davanti. La luna sopra di me e le stelle che brillano come non mai. Ho l'odore di lei sulle mie guancie e nelle mie mani. E quello che dico é:
Più che impressionare Lei, il mio discorso impressiona me. Perché va alla radice e ne estrapola il senso proponendo nuovi spunti su cui fare un'attenta analisi della questione.
Quanto arriviamo la pizzeria é chiusa e l'unico posto in cui possiamo mangiare per pranzo é uno di quei ristoranti alla neo zelandese dove tutto é a base di frittura d'olio o di altra spazzatura che i Kiwi sono soliti chiamare CIBO. Ce ne andiamo disgustati e decidiamo di andare nel parco a cucinare. Preparo un primo che scaldo con il mio fornellino mentre massaggio un piede di Lei. Mentre taglia le carote, si affetta due dita della mano quasi a metà. Uso il mio kit pronto soccorso per la mia prima vera volta. Ci sono un sacco di medicine che mia madre ha aggiunto e che non ho mai usato. Per il taglio uso disingettante e dei zerotti. Il suo spirito americano/medico viene un po' fuori quando mi chiede di usare della garza per tamponare un taglio su un dito. Della garza??? Lei non ribatte e accetta il cerotto che tengo in mano. Il tempo passa nel parco. Decidiamo di fare quello che ci va, senza necessariamente guidare per tutta la giornata. "Quando sono con te, potrei stare sdraiato qui sul parco a parlare di niente per una giornata intera" Lei dice che é daccordo e che non dobbiamo mettere fretta alla giornata. Prima di reimpacchettare tutto passa Marco, un ragazzo italiano di 30 anni che gira la NZ su un minivan che gli sta dando notevoli problemi meccanici. E' molto cortese e pacato e dice che ha lavorato qui per dei mesi e che venderà il minivan per viaggiare in India e stare lì per altri 6 mesi. La strada ci porta al nord, verso la famosa Heaphy Track. Ci arriviamo per fine serata, fermandoci a parlare con due ragazze australiane che ci danno qualche consiglio. Una coppia svizzera invece ci offrirà un pieno d'acqua potabile con cui tirare avanti fino a domani. Per la notte andiamo in cerca di un posto piottosto isolato. Siamo su un tratto sterrato e così, per fare due chiacchiere con Lei lascio la moto da una parte e guido la macchina che ha preso a noleggio. Ho i pantaloni calati dopo poco e la testa di Lei fra le gambe. La via sembra lenta e desolata. Le dico di spogliarsi e prendermi così, mentre guido. Lei sorride e dice che sul modulo del noleggio c'é scritto che solo Lei può guidare. Concordo dicendo che non muoverò un dito, i giochi li può guidare quanto vuole. E così guido a 15 km/h fra le serpeggianti vie di montagna mentre Lei si aggrappa al poggia schiena del mio sellino e danza su di me. "Sei un maiale....... mi piaci!" E' solo un assaggio di una decina di minuti. Siamo presto entrambi seduti e vestiti sui rispettivi seggiolini che cerchiamo il posto in cui accamparci. Quando lo troviamo però i giochi continuano fuori dalla macchina, sdraiati sul cofano caldo della Nissan che ha noleggiato. Ma di nuovo le sand flyes incombono sulla nostra carne nude e così scappiamo in macchina. Riprendo la moto e preparo per la cena. La luce freno posteriore fa ancora le bizze e così la riparo con della saliva. La tenad é pronta ed io sono piuttosto spossato da tutto questo movimentato sesso incocluso. Come risultato mi rovescio l'acqua bollente del pentolino su un ginocchio. Mi ritrovo con una patacchia di pelle viola su cui Lei spalma la sua crema. Un uccello di bosco per niente intimorito da noi umani, gironzola fra le nostre provviste e decide di rubarsi uno dei miei calzini. Lo rincorro offendendo tutti i parenti e gli avi del rapace e così mi riprendo indientro il mio calzino maleodorante. Lei manca poco muore dal ridere. In tenda ci addormentiamo esausti poco dopo. 1/18/2008 18 Gennaio 2008E così il sole é tornato. Metto le tende ad asciugare. Ed i sacchi letto. Ed i materassini. Lei prepara la macchina per fare spazio alle cose da impacchettare e Jonathan ovviamente se ne sta seduto sul tavolo a leggersi il libro. Ci fermiamo in città a fare spesa. Pranziamo e, mentre Jonathan va all'internet point, io e Lei giochiamo con due bambini che sono venuti a chiederci da dove veniamo e cosa facciamo. Offriamo loro della frutta e facciamo delle domande. Uno dei bambini é ritardato ed ha la faccia leggermente deformata. Dice "Mio padre é morto" ma lo dice con leggerezza, come lo direbbe un bambino ritardato, appunto. Lei dice che é convinta che la madre sarà comunque felicissima di averli entrambi tutti per se e, mentre lo dice, offre loro un biscotto. Vado a giro per la spiaggia a disinfettarmi i pinzi di sand fly con l'acqua salata e faccio qualche tiro di sassi piatti sullo specchio dell'acqua. Dopo che é passato troppo tempo, decidiamo di andare in cerca di Jonathan. Io ancora mi chiedo perché non fa tutto quello che deve una volta che é da solo, invece di tenerci qui come due tassisti ad aspettare per lui. Ma Lei é paziente e mi dice che non c'é motivo di affrettarci. Così Jonathan adesso va in cerca di una scherda telefonica. Poi decide di impacchettare la sua roba e poi decide che vuol essere lasciato a 30 km da dove siamo. Se era per me, io l'avevo già lasciato sul marciapiede a raccogliere i capelli che gli strepperei a morsi. Sta faccia di merda. Quando siamo finalmente soli proseguiamo verso Westport, in cerca di quello che ci é rimasto da vedere nel parco nazionale di Nelson. Ci fermiamo per i primi tentativi fotografici di nudo artistico sulla spiaggia, ma una volta nudi la cosa verte immediatamente in una erotica porno collezione. Ci metto 5 minuti per spiegarle come tenere la fotocamera se vuole inquadrare la mia faccia in mezzo alle sue gambe ed includerci il suo addome ed il seno. (per i lettori: scordatevi pure ch'io pubblichi quel ben di Dio) Insomma. Noi siamo nudi su una spiaggia. La macchina, la moto ed i preservativi sono troppo lontani ed io, per leccare lei, ho sabbia su tutto il pisello. Proprio non si può. Quindi frustrati ed affamati, vertiamo su pose che abbiano perlomeno attinenza con i calendari di nudo artistico. Lei non ha mai visto i precedenti e così propone pose impossibili, dove devo fare la verticale o fare l'arco o la candela. Idee artistiche ma che mal si confanno per un ex alteta fermo da troppi anni quale sono io. Nel posare a mo di candela cado e mi sdereno la schiena più volte. Lei ride e dice che intanto il sole ci sta abbrostolendo vivi. Ma si vede lontano un miglio che il sesso lasciato a metà e non finito, ci ha reso due pedine suscettibili a tutto che non sanno più nemmeno fare una foto.
Io, se dopo il 4 mese di viaggio, non facevo sesso, tornavo a casa dicendo che avevo fuso il motore alla moto. Magari in Russia, lì dove nessuno avrebbe mai saputo a chi l'avevo venduta per 5 lire.... T'immagini? Proseguiamo in versione Blue Balls and Blue Lips per alcuni chilometri e facciamo un mega spuntino in un'area di sosta. Il proprietario é tedesco e ci mette un nano secondo a dirci che non possiamo mangiare roba nostra sul prato ma dobbiamo acquistare quello che lo spaccio vende. Me la rigiro all'italiana facendo la faccia di pesce e andandome con un umile "I'm sorry...." Per la notte ci fermiamo in riva ad un fiume. Mangiati vivi dalle sand flyes di nuovo, decidiamo di fare due passi nella fitta boscaglia. Siamo ancora con le Blue Balls and Blue Lips e, fra un discorso e l'altro, ci scappa pure la litigatina. E' che Lei a volte mi parla come se avesse bisogno di investigare sulle cose che penso ed io le dico che se c'é una cosa che sono bravo a fare é condividere con Lei le cose che penso, tali e come stanno. Per cui termino la mia sentenza dicendole che non deve fare la psichiatra anche con me, visto che studia psicologia. Non l'avessi mai detto. Quella prende e sparisce nel bosco, lasciandomi indietro. Passano 15 minuti prima che mi permetta di riparlarle ed a quel punto ci scusiamo reciprocamente. Parliamo sotto le stelle e cantiamo canzoni ad alta voce, mentre io mi lavo sotto la luce della luna e lei ridacchia delle dimensioni che il mio pene assume quando l'acqua é fredda. Ribatto fingendomi offeso che, dal momento che é troppo piccolo, la obbligherò a praticare del sesso anale per confermare l'inefficacia delle mie dimensioni. Faccio una cena a base di una mela ed un salamino, visto che lo spuntino é stato mastodontico (da GIG) e così la raggiungo in tenda dove ci facciamo le coccole per tutta la notte. Le Blue Balls and Blue Lips sono ormai passate e, forse, anche la voglia di ricominciare tutto da capo. La desidero tanto, ma a volte il sesso di notte suona un po' come una prevedibile mossa amorosa. Meglio farlo quando meno te lo aspetti. Buona notte.
1/17/2008 17 Gennaio 2008Sono incastrato con la moto in questo ciottolame di fiume prosciugato. La moto é pesante o forse sono io che non ho forze visto il digiuno. Appena esco dal letto del fiume parto verso la costa Ovest. Tira più un pelo di figa che un carro di buoi. A Murchison mi arriva in sms di un'altra Lei che ho conosciuto in Vietnam e frequentato a Sydney. Due donne così diverse. Che ridono di cose diverse e sono animate da sogni diversi. Ma che mi sono entrate dentro nello stesso implacabile modo che ogni donna ha quando corrisponde ai miei gusti. Rispondo all'sms e quando riparto squilla subito il telefono. E' Lei che mi dice sarà nella costa dell'Ovest fra poche ore. Decidiamo di trovarci in una città di mezzo chiamata Hokitiki. Proseguo a passo forzato e arrivo nella città con la pioggia. Scelgo come riparo il grande tetto di una stazione di servizio Bp e aspetto. Lei mi chiama di nuovo ed arriva pochi minuti dopo. Con Lei siede un ragazzo che mi guarda e sorride. Sapevo dai suoi racconti che il ragazzo con cui si frequenta da mesi sarebbe arrivato a trovarla in NZ due giorni dopo il nostro ultimo giorno assieme nell'Isola del nord. Quando scendono mi presento al tipo che ha il mio stesso nome. Dice "Cool Bike" e lo ringrazio. Lei é super affettuosa e si interroga sul perché del mio comportamento diverso, forse distaccato. Scopro solo dop che il tipo che viaggia con Lei é un autostoppista americano a cui sta dando un passaggio dal giorno prima e che il ragazzo che frequenta sembra non averla contattata nonostante sia in NZ dal famigerato giorno.
Jonathan ci lascia soli per un attimo e così, parlando, viene fuori il malinteso. Lei sorride prendendomi in giro e io le dico che dal mio punto di vista, sembrava possibile Jonathan fosse il tipo di cui Lei mi aveva parlato. Comunque.... mi sto intortando solo a raccontare sta cosa da due minuti. Ci rimettiamo in viaggio, senza tuttavia sapere dove andare. E' evidente ad entrambi che a questo punto del viaggio vogliamo solo stare assieme il più possibile. Io del resto continuerò a viaggiare e farà ritorno a casa fra pochi giorni. C'é solo una cosa che non mi torna. E non sono il solo a rendersene conto. Jonathan sembra aver appena realizzato del rapporto ravvicinato fra me e Lei ed adesso sembra avere problemi ad interagire con noi od ad essere sereno all'idea di viaggiare con una coppiettina per i prossimi giorni. In privato Lei mi confessa di aver avvertito Jonathan che i suoi programmi sarebbero stati quelli di incontrarsi e viaggiare con un uomo che frequenta. Presumibilmente quell'uomo sarei io. Per cui, chiarita la cosa, io sono sereno e faccio il mio porco comodo mentre Jonathan, da ragazzo intelligente ed ambizioso, passa sempre più tempo da solo escludendosi dalle nostre attività. Non é che puoi obbligare una persona a farsi intrattenere, se quella non é del giusto umore. Arriviamo ad un lago, questa volta decine di volte più piccolo di quello a Taupo e decidiamo di rimanere per la notte. La notte prima Jonatha aveva condiviso la tenda con Lei, ma da stasera, visto che non ha la tenda, potrà dormire nella mia tenda singola. Andiamo tutti a fare un bagno, ma l'acqua é così fredda che a Lei viene un attacco d'asma e così usciamo. Quando tutto si é sistemato decidiamo di andare a fare una passeggiata nel bosco. Jonathan siede sulla panchina con un libro e dice che non verrà. Che leggerà il suo libro. Io e Lei camminiamo nella foresta. Riprendiamo in mano le vecchie conversazioni e proponiamo spunti che il tempo ha suggerito dal nostro precedente incontro. C'é un tratto di hiking motoso e così mi offro di portarla in spalla per tutto il sentiero. Il suo corpo é così leggero ed il profilo tonico dei suoi glutei adesso sfiora le mie mani incrociate dietro la mia schiena. Parliamo e parliamo. Lei mi racconta della scalata di 3 giorni che ha fatto con Jonathan ed un gruppo di altri scalatori. Io le parlo dei miei giorni a Wellington e di quanto i neo zelandesi si facciano impressionare con cose che in Italia sono all'ordine del giorno. Le dico del mio progetto di nudi artistici e le chiedo se fosse interessata a fotografarmi.
Ci ritroviamo seduti sui sassolini della riva del lago mentre parliamo abbracciati fissanto lo specchio liscio dell'acqua. Le bacio il collo. Ritrovo lo stesso odore che ricordavo. Le faccio delle domande e mentre parla e si racconta, inizio a mettere le mani sotto il suo reggiseno e dentro i pantaloni. Li sbottono ed ascolto il suo timbro di voce cambiare, farsi più sconnesso. Adesso ho le mie dita dentro la sue mutande, che gioco con i suoi peli pubici. E' un gioco a cui non so resistere. Provocare una donna mentre mi sta parlando. Quando l'ultimo motoscavo del pomeriggio sfreccia in mezzo al lago, siamo nudi e incorcigliati sulla spiaggia in una angolo boschivo di costa. "Secondo te ci vedono?" le faccio. "Speriamo di si" mi risponde, facendo ciao con la mano al tipo che pilota il motoscafo. Io scoppio a ridere e ricambio il saluto che adesso il motoscafista ci fa a grandi bracciate. Torniamo indietro un po' in ritardo, ma Jonathan é sempre lì che legge il suo libro. C'é un'insolenza nel suo disassociarsi dal gruppo che mi fa girare i coglioni. Cosa cazzo ti aspetti che faccia una coppia che si incontra per viaggiare assieme? Se ti eri messo in testa di aver trovato una pollastrella con cui viaggiare, perché te la rifai con lei ed il suo partner adesso che hai scoperto che ti eri sbagliato? Che vantaggio ti da disassociarti dal gruppo? Decidi no! Stai se vuoi stare o levati dalle palle.... Durante la nostra assenza ha perfino piovuto. Jonathan ha messo al riparo la mia tenda (visto che é lui che ci dormirà), ma ha lasciato intoccati i miei stivali, i miei vestiti, la tuta moto, il casco. Quando torniamo dice che ha messo al riparo le scarpe di Lei. MA CE L'HAI CON ME PERCHE' SONO ARRIVATO PRIMA DI TE?!??!?!?!?!?!??!?!?!?!?!? Finalmente a fine serata, quando sono in bagno, Jonathan dice a Lei che non vuole più viaggiare con noi e che farà l'autostop dalla prossima città. Per dirmelo Lei mi porta a fare un giro nella notte, fra i viottoli del bosco illuminati da degli insetti molto simili a delle lucciole. Si sente un po' in colpa, ma mi conferma di aver più volte detto a Jonathan che si sarebbe incontrata con me per viaggiare assieme un altro po'. Il discorso viene presto dimenticato quando la prendo per mano e le dico che sono contento che mi abbia reincontrato. Sono contento di vederla e sono contento di poter passare alcuni giorni con Lei prima che ritorni in California. Il rumore del ruscello ed il luccichio degli insetti che brillano come diamanti. Magia. In tenda ricevo un massaggio su tutto il corpo e così cadiamo addormentati. 1/16/2008 16 Gennaio 2008C'é tutto un significato dietro ai risvegli dei viaggi avventura. Spesso arrivi in un posto in piena notte, monti la tenda, ti prepari la cena con la torcia in bocca, vai a letto.
La nuvola é sparita. Il freddo pure e la guazza notturna non bagna la mia faccia. Il sole splende e gli insetti scricchiolano in lontananza. Le pecore mi fissano mentre masticano l'erba appena strappata. Discendo il tratto di sterrato che ieri ho coperto più e più volte incantato dal tramonto e dilaniato dalla fame. Quando poi mi sono deciso a cucinarmi una misera razione di noodles sono tornato dove avevo deciso di accamparmi. Adesso faccio il pieno in una stazione di servizio di campagnia chiamata CHALLANGE. La signora é obesa ma il suo sorriso é altrettanto abbondande di gentilezza. Le chiedo come mai la staccionata oltre la strada affigge una ventina di reggiseni e lei mi dice che é un messaggio per ricordare la campagna contro il cancro al seno. Mi siedo sotto al sole, su una panchina, con un gelato al caramello in mano e l'asciugamano bagnato che asciuga sotto al sole.
Il tratto é ovviamente bellissimo. Mi fermo a mangiare alcune noccioline che mi sono rimaste nella borsa delle scorte cibo e mi intrattengo con due ragazze tedesche che siedono davanti al mare e parlano. Vengono da Monaco. Dico loro che ci sono stato in visita durante una delle gite scolastiche. Mentre ci ripenso mi metto a ridere e loro indagano sul motivo, ma non posso dire loro che il compagno di classe Luti era solito affacciarsi al 4 piano dell'hotel in cui pernottavamo e, in piedi ad una sedia, urlava ai passanti come fosse Hitler che ordinava la guerra. La cosa buffa era che lui non parlava inglese, ma la gente in strada si fermava ad ascoltarlo come se stesse di fatto parlando la loro stessa lingua. E nella notte, 15 ragazzini su quello stesso balcone, facevano video e foto crepando dalle risate e lo stesso Luti diventava l'eroe della gita.
Quando arrivo a Nelson mi fiondo in un supermercato a comprare del cibo. Sono a digiuno dal mattino e adesso é tardo pomeriggio. In un negozio di fotografie trovo finalmente lo stesso tre piedi che ho rotto per la terza volta e lo compro per la quarta. Senza, non posso fare materiale video decente per i film e per il mio futuro di star televisiva ahahahah. Siede su una panchina una ragazza finlandese con cui scambio due parole. Sembra non essere intimidita dalle mie mani sporche di grasso e la mia curiosità. Arriva anche la sua amica tedesca e così é ora per loro di congedarsi. Io leggo una mail di Lei in un internet point e rispondo che viaggerò nella sua stessa zona in giorno dopo. Lei scrive che ha noleggiato un'auto e che vorrebbe vedermi, anche solo per 2 ore. Le rispondo che come minimo dobbiamo vederci per 2 giorni e che potremmo fare un pezzo di strada assieme. Ci promettiamo di vederci sulla costa Ovest il giorno dopo e così parto in cerca di un posto in cui accamparmi. Ne trovo uno vicino al fiume, così posso lavarmi. Non ho il repellente anti zanzare e così vengo mangiato vivo mentre faccio il bagno nudo nel fiume e mentre rigoverno le pentole dopo cena. La batteria del laptop é al 99% per cui inizio a scrivere qualche post per il blog, ma poi si esaurisce tutta in un minuti e si spegne il computer a nemmeno metà dell'opera. Prima di addormentarmi, ripenso ai giorni con Lei nell'isole del nord e mi viene una gran voglia di sesso. Ma domani é vicino e la notte accelera i tempi. Buona notte. 1/15/2008 15 Gennaio 2008Con la Poste Pay ho poi comprato il web fare per Pitson, nell'isola del sud. Prezzo 105 NZD. Partenza ore 10:35. Clod é sveglio e mi abbraccia un'ultima volta prima di andare a lavoro.
Se avessi fatto a modo, l'avrei svegliata con un bacio sul collo dato dal cuscino, ma ho bruciato l'occasione ieri sera. Merda. Faccio colazione e mi preparo. Monto in sella di fretta e mi incammino per la città gridando ai passanti sui marciapiedi "Mi scusiiiiiiiiiiiiiiiiii, per il porto?!?!?!?" I neo zelandesi, come gli australiani e come gli inglesi (gli anglosassoni in poche parole) non hanno questa cultura da mercati. C'é chi mi ingnora di proposito. Chi mi punta e ride e chi cerca di rendersi utile. L'unica signora che cerca di darmi indicazioni é, ovviamente, l'unica che non ha idea di dove si il porto. La macchina davanti a me rallenta e mi fa cenno di seguirla con la mano. Sono davanti al porto in men che non si dica. Accosto di fianco al conducente che é padre di famiglia con moglie e due bimbi a bordo. Sorrido. Lui dice CIAO perché ha visto la bandiera italiana sulla moto. Io gli dico I LOVE YOU SIR e sgasso diretto verso al porto. Sono a bordo dopo 30 minuti. La nave non é enorme e poi sono 3 ore di viaggio. Mi sdraio sotto a delle scale con il cappellino Honda a mo dipara sole e dorme per 2 ore. Quando mi sveglio stiamo passando nello stretto fra due dei golfi dell'isola del sud. E' bellissimo. Visto dal mare, le due coste sono verdissime con barche a vela ovunque che scintillano sotto al sole. E le due strscie di terra verdeggiande sono così vicine l'una con l'altra. Sembra una scena di Jurassik Park. Nella parte interna della nave mi fermo ad osservare una dona pagliaccio che intrattiene i bambini e contruisce loro forme fatte con i palloncini. Chiedo una corone e lei mi fa un fiore da mettere in testa. Adoro il suo vestito a pallini e lo fisso intensamente mentre mi chiedo come diavolo si faccia a realizzare una roba del genere, se non a mano.
Salgo fino ad uno dei golfi che si raggiungono olter un tratto sterrato. Dopo aver comprato i noodle ritorno in un punto in cima alla montagna dove ho trovato la postazione perfetta per la tenda e la moto. Ma sono passate due ore da quando ci ero venuto la prima volta e adesso la cima é ricoperta di nuvole bianche e fredde. Ad un cetro punto mi appare il sole rosso che tramonta, al di sopra delle nuvole e poco dietro le montagne. Uno spettacolo mozzafiato a cui però, non posso fare una fotografia decente per colpa della vegetazione. Mi accampo con le ultime luci del giorno e tento una salita sull'erba bagnata con la moto, ma cado 5 volte in 2 minuti. Il dorso della montagna é stertto e ripido e la moto slitta. Manca poco che non mi scivola a valle per centinai di metri. Menamale il motore si spegne con la prima innescata. Riesco a rimetterla in piedi, ma sono esausta. Decido di fermarmi dove sono e di accamparmi con la tenda poco più su. Durante le ore di preparazione cena sono ancora dentro la nuvola. L'umidità mi si accumula sulla faccia, sul naso e sulla torcia. Comincia a gocciolarmi acqua da ogni sporgenza della faccia. Indosso il cappello di lana per la notte, i pantaloni lunghi ed anche la giacca Givi. Quando entro in tenda mi addormento di botto. 1/14/2008 14 Gennaio 2008Ho alcune cose da fare. E poi non ha senso che stia sempre davanti al computer, specialmente quando ho fatto tutto quello che potevo. Scalzo, con le scarpe appesa a due delle mie dira, mi incammino fra i viottoli di Wellington, scen Prima cosa da fare, capire perché a distanza di oltre un mese, la carta di credito del conto in banca ANZ neo zelandese, non é ancora arrivata. Indosso le scarpe ed entro. Una signorina mi viene subito incontro, ma la respingo dicendole che so già cosa devo fare. Allo sportello mi viene fatto presente che la carta di credito non é mai stata richiesta e così me ne faccio fare una al momento, senza il mio nome inciso sopra. Decido il pin, decido i codici di accesso per il web banking e intanto mi chiedo in Italia che diavolerie ci andremo ancora inventando per mettere a disposizione dei giovani dei conti bancari. Segue la domandona al Flight Center, per capire se posso acquistare il biglietto per il ferry on line, tramite la loro Così, non potendo pagare con carta poste pay per la tariffa più economica chiamata web fare, adesso ho solo dei contanti nella carta risparmi ANZ e cerco di pagare con quelli tramite agenzia. Il Flight Center e la ragazza che mi accoglie al bancone, non possono aiutarmi. Io esco sorridendo ripensando alla faccia di lei quando ha visto che camminavo scalzo con un paio di stivali in mano. Questi Kiwi si impressionano così facilmente... Terza tappa, fare la spesa. Ovvero colazione e ricomprare tutte le cose che ho mangiato in casa di CLod. Durante le ricerche, vengo avvicinato da una ragazza che raccoglie fondi per Green Peace. Andrea, da buon esperto della marina italian, mi aveva raccontato di Green Peace e mi aveva portato al porto di Auckland a vedere l'originale nave Esperance 2 in procinto di partire per la missine al polo sud. Mi sento molto più vicino alla loro reltà adesso, anche se non ne conosco molto. Propongo alla ragazza di lasciarmi un coupon con cui raccogliere materiale che un giorno potrei pubblicare su Partireper.it al fine di sensibilizzare anche i miei lettori. Saluto la ragazza, la abbraccio. Mi dirigo verso il supermercato, ma non lo trovo. Inoltre tira un vento impossibile ed io sono con la maglietta Scottoiler e basta. MI rinchiudo in qualche negozio e poi finalmente trovo il supermarket New World. Dentro compro uno sfilatino al salmone con verdure da 6 dollari. Un succo e sono contento così. La ragazza alla cassa é vietnamita ed é sopresa delle poche frasi che le dico nella sua lingua. Mi fermo a mangiare il panino davanti ad una stazione da skateboard che il comune ha costruito per i giovani. Ci sono decine e decine di ragazzini, di ogni età che, senza violare lo spazio altrui, fann o triks e si divertono liberamente. In Italia, di cose così, ne ho vista una in 10 anni. Forse per questo ho iniziato a fare skate board ed ho abbandonato subito. Per ammazzare il tempo entro in un negozio di computer chiedendo il prezzo di 2 slot da 1 GB di ram da laptop ed un disco rigido esterno USB da 160 GB. Mi chiede un totale di 400 NZD che sono 200 Euro. Molto meno dell'altra volta, ma farò questo investimento non appena sarò fermo a lavorare e avrò uno stipendio con cui permettermi certi lussi. In un negozio da bici, chiedo di una helmet camera. Mi indirizzano a dei negozi da alpinismo e da elettricisti. Dal manuale di Jaycar, una micro video camera a colori con mic incorporato mi costa 59 NZD. Il problema sarebbe alimentarla e registrare quello che la video camera vede, perché nel pacco é inclusa soltanto il sensore ottico della telecamera e niente più. Sarebbe un passo avanti dotare me e la moto di 3 micro camere così. Un po' come Long Way Round. Una sul casco. Una che punta verso di me ed una che punta davanti a me da dietro le mie spalle. Poi magari anche un microfono dentro al casco, in modo da registrare quello che dico. Vado a fare la spesa e, a carrello pieno, vengo chiamato alla cassa dalla cassiera più carina. Poso la spesa sul banco e commento ad alta voce: "Mi é toccata la più carinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" Lei mi chiede di ripetere alché le dico che mi é capitata la cassiera più carina. Non sorride, ma abbassa lo sgurdo. Poi con occhi vividi mi chiede da quanto sono in città e quanto rimarrò. Mento dicendole che starò a Wellington per 12 mesi e che, si, forse la vedrò più spesso visto che farò la spesa sempre lì. Le chieo il nome e la saluto con un sorriso. Appena fuori, la ragazza che raccoglie firme e fondi per volontariato, mi attacca bottone. Le dico che non sono interessato a contribuire, ma che le auguro buona fortuna. Le porgo un cioccolatino di quelli che ho appena comprato. Uno anche alla collega che lavora sull'altro mar Sono proprio in vena oggi. E poi qui le donne si impressionano così facilmente. Sulla via di casa chiamo Kate che mi dice di essere a casa. Non ho le chiavi e così ho chiesto a lei il numero per poter sapere quando trovarla a casa per poter entrare. Tutte scuse per avere il suo numero di cellulare. Prima di ritornare sulle rampe di scale che salgono, mi affianco ad una coppia che cammina nella mia direzione e chiedo loro perché in città le persone non si parlano. Le due sembrano sconvolte dalla mia apparizione e cambiano marciapiede dopo avermi risposto a monosillabi. Nel pomeriggio guardo un film chiamato ONCE WERE WORRIORS. Parla dei Maori. Dovete vedere quel film!! In serata ritorna Clod che dice di aver invitato un amico. Si chiama Michele ed é un kiwi di origini italiane che vive e f la spola fra Italia e Nuova Zelanda, per lavoro. Gli chedo, nella situazione in cui si trova e per le esperienze che ha avuto, che tipo di differenze ci siano fra Italia e Nuova Zelanda. Mi dice che, é tutto un altro mondo. Ma fa una ragionevole ed interessante lista di pro e contro per entrambi i paesi. Michele se ne va dopo un bicchiere di vino. Clod mi da la buona notte e se ne va a letto e rimango in salotto con Kate. Fra una battuta e l'altra, le dico che, visto che sono stato così bravo oggi, busserò alla sua porta e dormirò nel suo letto. Dal suo sguardo traspare qualcosa. E la sua risposta lo conferma. Sembra timida, per via della lunga pausa che prende, ma poi dice che, diamine, non se lo era mai sentito dire così direttamente. Le dico che non ci vedo niente di male a condividere un letto e che non ho intenzione di stuprarla. Lei ride dicendo che ne era convinta e che dormire abbracciati piace anche a lei. Finisco di lavare i piatti e finisco le mie cose al computer. Lei si fa una doccia e prima di entrare in camera, mi viene vicina ed interrompe il mio cazzeggiare al pc per la prima volta. Mi chiede cosa sto facendo e, se non fosse per il fatto che non me l'ha mai chiesto prima, crederei la sua sia una domanda di cortesia. Ma io ci leggo qualcos'altro. Come se volesse rimettere la palla in campo sul discorso del dormire assime proprio adesso che si é preparata per andare a letto. Le dico che mi spiace di averla messa in imbarazzo con la mia domanda, ma lei nega tutto e dice che non mi devo preoccupare. Per un attimo sento di volerle chiedere
Frocio! Spengo il computer. Spengo la tv. Faccio una doccia e per 15 minuti fisso la porta di camera sua chidendomi perché non ho chiesto una seconda volta di dormire in camera con lei. Super Frocio! 1/13/2008 13 Gennaio 2008Mi sveglio prima di tutti. Se sono fermo per qualche giorno é per pubblicare un po' di materiale. Aspetto che siano tutti svegli e mi rimetto all'opera. Una giornata intera davanti al PC a modificare foto, modificare pagine web, uploadare video, mettergli il titolo. Ovviamente ai Cool Vids ho rinunciato. Li riprenderò una volta ad Auckland. Ma che peccato!!! Fra le cose più importanti da fare, mi concedo il tempo di iniziare a scrivere i primi articoli per In Moto, altro magazine per cui collaboro con contributi retribuiti. 100 Euro a pezzo. Sono molto contento della visibilità. Il compenso economico, per adesso, deve bastarmi. Le uniche cose che rendono la giornata piccante, sono i saluti felini che ripeto ogni volta che la ragazza dal viso bellissimo mi passa acccanto diretta in bagno o in cucina. Lei mi guarda, sorride divertita e si chiude in camera senza iniziare la conversazione. Ma appena esce per bere in cucina un bicchier d'acqua, la guardo e dico "ciaooooooooooooooooo" con tono da play boy. Si sente osservata. Le piace. Sculetta in cucina e si lascia guardare. Ah! Le donne. Ma chi le inventa???????!?!?! Quando scopro che non posso comprare il biglietto del ferry on line per fine di fonti sulla mia poste pay, mi arrendo e vado a letto. 1/12/2008 12 Gennaio 2008Sveglio fin dal primo mattino, scatto in piedi con la sensazione di aver smarrito il marsupio. Mi capita spesso, dal momento che al suo interno ci tengo le cose che hanno più valore. Passaporto. Soldi. Carte di credito. Documenti moto. Ogni qual volta che non la sento allacciata in vita, divento paranoico. Ma é anche normale dormire senza marsupio, qualche volta. Qualcuno ha gettato una bottiglia sul balcone di Margot e adesso una delle finestre é rotta. Tutti erano ubriachi e così nessuno si é accorto di nulla. Mentre i ragazzi fumano e fanno sesso nella loro camera, io mi cimento in salotto nella scrittura del Diaro di Viaggio. Sono così indietro. Clod risponde al mio messaggio dicendomi di raggiungerlo quando preferisco. L'ambiente di Margot, per qualche strano motivo, non mi piace. Lei é impegnata e super fredda. Quando si fa più gentile, non sembra affatto naturale e così colgo l'occasione per incontrare Clod. Il caso vuole che la sua casa sia esattamente a 20 metri da quella di Margot. Nemmeno a farla apposta. Non ho neanche bisogno di spostare la moto dal parcheggio. Lui un ragazzo tranquillo, ma dall'occhio vivace. Anche lui come molti, ha cercato e trovato all'estero, un equilibrio economico sociale migliore di quello che l'Italia offra al momento.
Sembra esserci una buona intesa fra noi, visto che siamo due CS e che ci piacciono le stesse cose in fatto di musica. Lui ha un'acustica in camera e mi mette la casa a mia disposizione. Mi invita per il pranzo e così andiamo in centro con la sua ragazza ad incontrare due amici tedeschi che sono qui in viaggio come me. Scegliamo il ristorante malesiano. Ordino Nasi Goreng, la specialità indonesiana che in Sumatra e Java ho mangiata tutti i giorni per un mese. Lì la pagavo 70 centesimi di euro. In NZ la pago 9 dollari, che sono 4.5 euro. Merda!! Volgio tornare in Asia!!! Il pranzo diventa poco dopo un caffé in compagnia e qualche interessante discussione sulla situazione europea ed italiana. Clod ed io parliamo di viaggi. CI manca il Laos e la Cambogia. Ad entrambi. Poi parliamo di donne, in maniera più seria di una semplice lista di cagate da maschi. Facciamo considerazioni, anche se ci mettiamo delle battute e parliamo di esperienze passate. Con Clod si parla bene. Non mi stupirei se alla fine ritrovassi in lui un buon amico. Sarebbe l'ennesima riprova che grazie a Partireper.it e questo viaggio, mi sto avvicinando ad un sacco di persone per me positive. Mentre lei passa il resto del pomeriggio in città, io mi rimetto a lavoro davanti al pc. Lo faccio per tutta la sera e quando torna preparo la cena. Lui é di festa, per il fine settimana. No stress. Condivide la casa con due ragazze neo zelandesi che non tardano a destare la mia curiosità. Una ha un viso che vorrei incorniciare e l'altra ha una personalità ed uno stile che vorrei ammirare con e senza vestiti. Clod fa le sue cose ed io le mie. Alcuni amici di Kate, una delle coinquiline, dormono qui. Mi ritrovo a dividere il salotto con un'altra biondina con cui non faccio molta conversazione e quindi buona notte. |
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