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    12/23/2007

    Auguri 2007

    Tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    Tanti auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    Tanti auguri a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    Tanti auguuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

    riiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

     

     

    E per premiarvi dell'interesse che ponete nei miei confronti da ben 3 lunghi anni, vi regalo una cosina che apprezzerete.

    auguri2007

    Un abbraccio

    gionata

     

     

    ps: e da oggi il 50% di sconto sulla lettiera per gatti............

    pps: felice anno nuovo

    Meccanica: AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

    Allora.

    Ieri sono andato per un giro di prova.

    Con i 14.5 litri di serbatoio primario, a velocità media di 100 km/h, ho coperto 250 km.

    Ancora non ci siamo.

    Con le stesse condizioni di guida e peso, ai tempi della Russia facevo esattamente 315 km con il serbatoio primario.

    E' stata fatta la carburazione

    Sono state cambiate le viti pilota dei carburatori

    E tutti i ricambi forniti da Honda Australia sono funzionanti.

    QUALCUNO CHE CI CAPISCE DI MOTO MI VUOLE DIRE COME RISOLVO IL PROBLEMA?!?!?!?!?!?!?

    Per suggerimenti, consigli, soluzioni o diagnosi in remoto, scrivetemi a

    info@partireper.it

    Grazie

    Un abbraccio

    gionata
    12/21/2007

    22 Dicembre 2007

    Mi sveglio serenamente. Quasi esaltato per la cosa.

    Andrea mi porta a fare diving. Lui é istruttore da diversi anni ed oggi porta 6 persone per un'immersione. Io che sono suo ospite, potrò usare l'attrezzature gratis e imparare questo nuovissima disciplina in uno dei posti più belli del mondo.

    newzealand276Iniziamo la nostra corsa di prima mattina, guidando per 80 km a nord di Auckland. Lui con la macchina aziendale ed io in moto, che lo seguo ammirando il paesaggio.

    Il primo golfo in cui ci fermiamo é molto bello. Mentre aspetto che il gruppo svolga le attività per cui ha pagato, mi soffermo a giocare e sfamare papere e gabbiani.

    Ennesima conferma che, se li sai prendere, gli animali possano rivelarsi più ironici e divertenti dei personaggi di Zelig.

    La signora datata 1940 di origina anglossone, mi guarda dalla distanza e reagisce alle mie risate divertite con la tipica espressione di chi non vuol capire, non vuol sapere, non vuol esistere....

    Patetica....

    Si avvicina per fare una foto alla baia e mi manda via tutti gli animalini. Si scusa con quel suo fottutissimo falso educato perbenismo anglosassone e le rispondo "fa niente, non avevo più muffin con cui sfamare le papere..."newzealand290

    Accenna un sorriso di cortesia.

    L'acqua é torbida e così Andrea riemenrge e propone al gruppo di provare una seconda immersione in un'altra baia. Per arrivarsi ci facciamo qualche chilometro di fuori strada che non fa mai male.

    Lo seguo a palla, con tutte le borse dietro. Mi faccio avvolgere dalla coltre di fumo che la sua auto solleva e parcheggio soddisfatto su una rigoglioso manto d'erba che separa la strada dal mare.

    Sdraio sotto il sole, sull'erba proprio con la testa sotto il parafango della moto e tocco le plastiche ed il telaio come fossero le parti più belle del viso di una persona di cui mi fido.

    Di questa modo io riconosco anche l'odore. Conosco ogni singola traccia di ruggine ed ogni ammaccatura.

    Con l'mp3 che Andrea mi ha prestato, nelle orecchie e le mani che visualizzano per me la sagome netta della mia moto, subisco un'immersione emozionale tattile di alti livelli. Mi sembra di respirare tutto quello che ho intorno e entrare con la mente dentro ciò che tocco.

    newzealand303Il sole caldissimo mi scalda la faccia. La borsa Givi crea un po' d'ombra ed i miei occhi per un attimo lacrimano in quello che amo pensare sia un segno di emozione o malinconia per tutte le cose che in sella a questa stessa moto, ho finora vissuto.

    Il tempo passa e la lunga attesa in solitune lontano dal gruppo che é immerso in acqua, diventa un prezioso mometo intimo in cui rivivere attraverso la musica ed il ricordo, attimi di solitaria avventura attorno al mondo.

    Il momento dura giusto abbastanza e poi é ora di prepararsi per l'immersione.

    Indossare la muta da sub mi fa subito un bell'effetto.

    Le bombole, e pesi, le pinne. Sembra di andare in missione sulla luna. Ed infatti, appena scopro i primi fondali con la mano esperta di Andrea che supervisione i miei primi passi e mi incute sicurezza, guardo al fondo marino come alla superficie lunare.

    Plastica. Surreale.newzealand315

    Torniamo a riva dopo poco e ci salutiamo. Lui porta a casa la sua allieva ed io tornerò in città. Per celebrere il sabato prima di Natale, uno dei coinquilini di Andrea organizza una bbq con musica. C'é così tanto da bere e da mangiare che per un attimo non mi rendo conto che siamo quasi tutti maschi e che senza la presenza al femminile, una festa é meglio chiamarla "cena".

    Io e Andrea andiamo per un giro in moto con sosta da Mio e Mauro. Foro la moto dopo nemmeno 200km che ho montato gomme e camera d'aria e così la sosta da Mio e Mauro si prolunga fino a divenire un piacevole dopo serata.

    Parliamo e guardiamo vecchi film di Fantozzi. Sono contento che Andrea e Mauro vadano d'accordo. Sono entrambi due italiani speciali pieni di cuore. Torno a casa di Andrea guidando la sua stessa modo, mentre lui, seduto dientro, mi provoca dicendo che guido troppo piano.

    A casa sua tutti ormai dormono e così, dopo un po' di nutella, ci diamo per l'ennesima volta la buona notte.

    12/20/2007

    21 Dicembre 2007

    Alle 8 suona la sveglia. Fuori piove.

    Il tepore caldo sintetico della tenda mentre la pioggia riverbera sopra la mia testa, ha un effetto soporifero. Mi rimetto a dormire e mi alzo quando la pioggia é cessata.

    Andrea é di nuovo a lavoro e così mi dirigo verso l'ufficio Honda per la manutenzione promessa.

    newzealand231 Arrivo alle 11 con una busta dentro la quale porto la scorta panino. Mezzo kg di focaccia, un Mars e del caffé freddo in bottiglia.

    Inizio con il forare di nuova la placca e la borsa posteriore su cui fisso la piastra Givi. Faccio la sincronizzazione. Regolo il minimo e la tensione del filo del gas che ha una sensibilità totalmente diversa da quando la guidavo in Australia.

    Racconto un po' di me agli altri addetti che, curiosi, mi chiedono da dove vengo e quanti chilometri ho fatto.

    Finisco con una serie di buone riprese da usare nei futuri Cool Vids e con alcune foto. Pago 20 dollari perché durante la sincronizzazione dei carburatori, mi si spezza l'adattatore che ho avvitato nel foro del vuoto del motore di fronte.

    Quando me ne accordo, noto che la filettatura della vite che si é spezzata é dentro al motore e non sporge nemmeno di una millimetro.

    Penso che adesso, per colpa di 'sta baggianata, dovrò spendere centinaia di dollari e rimandare il viaggio, ma il manager dell'ufficio meccanico, risolve il problema con una vite autofilettante che si avvita dentro all'adattatore e lo svita fuori.

    newzealand238 Mi chiede 20 dollari per ricomprare il pezzo rotto. Non so se siano troppi, ma del resto non ho pagato tutto il resto.

    E' venerdì e così, una volta a casa, decido di portare Andrea fuori in moto. Andiamo in città sulla mia e ci fermiamo per un kebab. Il tempo con lui passa sempre piacevolente. Discorriamo dell'abitudine alcoolica degli anglosassoni e del fatto che sia in Australia che in Nuova Zelanda, sia stato per entrambi difficile farsi dei veri amici, visto che in maniera profonda e confidenziale, con questa gente non ci si riesce a parlare...

    Camminiamo per il porto. Poi in centro. Facciamo qualche bevuta in locali o pub diversi in punti diversi della città. Ci fermiamo anche per una ballatina in un posto che mi ricorda il Downuder bar di Brisbane dove ho raccattato la maggior parte delle straniere che mi sono portato a letto.

    La serata però per me butta male e così ci limitiamo a qualche sorsata di birra e qualche commento sulle minigonne che passano.

    AH! Le donne............... ma chi le disegna?

    Usciamo dall'ennesimo locale e ci fermiamo a parlare con degli amici di Andrea. Si parla del natale. Si scherza sull'alcool (anche se a me 'sta abitudine maniacale degli anglosassoni nel bere, comincia a darmi fastidio). Ci si da la buona notte e ci si dice a presto.

    Io e Andrea camminiamo fino alla moto che, per motivi di sicurezza, ho parcheggiato davanti alla caserma della polizia. Siamo a casa per le 2, ma ci promettiamo di svegliarci presto entrambi la mattina dopo per andare a fare un po' di diving.

    Non vedo l'ora.

    Speriamo di non svegliarmi con il piede sbagliato o addio serenità.

    12/19/2007

    20 Dicembre 2007

    Andrea é andato a lavoro.

    La moto é adesso parcheggiata nel cortile della casa in cui sono ospitato. Mi faccio una doccia e metto gli attrezzi, i ricambi e tutto ciò che mi serve sotto l'ombra della veranda del piano di sopra.

    Monto il faro nuovo. I gommotti che fanno da spessore per la corona. Le viti pilota per i carburatori. L'ingranaggio del tachimetro.

    Monto il parabrezza. Tendo la catena. Riparo il cavalletto centrale.

    newzealand228 Ridispongo i vecchi bagagli nelle borse posteriori ed anteriori, lasciando in una scatola tutta la ferraglia, i ricambi ed i vestiti che non mi serviranno per il tour di Nuova Zelanda.

    Questa volta, il vantagggio é che parto da Auckland e ci ritorno alla fine del tour. Non devo portarmi dietro cose che non posso abbandonare e così, alleggerisco la moto di 20 kg lasciando 2 set catena corona pignone, degli utensili che non mi servono e una delle taniche benzina di scorta.

    Ne porto solo una. Del resto qui le distanze sono molto più piccole.

    Quando ho terminato i preparativi, ho ancora alcune cose da fare.

    Montare la staffa e la piastra nuova Givi trovando qualcuno che mi presti un trapano e fare la sincronizzazione dei carburatori.

    Salgo in moto e mi accorgo che anche la batteria é al limite. Quando arrivo nel primo centro Honda della zona mi presento come Gionata, il ragazzo che gira il mondo in moto. Sfortunatamente la notizia lanciata da Honda Australia é circoscritta all'Australia stessa e così, con pazienza, spiego del mio viaggio a David che, dietro alla suo scrivenia, ascolta interessato.

    Gli chiedo di aver accesso all'officina per qualche ora, mettendomi in un angolo e fare quello che mi serve senza pagare alcun costo.

    Lui é d'accordo.

    newzealand230 Mi invita a farmi vivo la mattina dopo, verso le 9. Mi dice di contare sul suo aiuto e di venire quando preferisco per usare quello che mi serve. Non sarò prezzato per l'uso degli attrezzi.

    Torno a casa dopo un giro in moto sulla spiaggia. Con me ho due panini farciti, un pezzo di formaggio grana e una bottiglia di succo d'arancia.

    Il mare é bellissimo anche oggi.

    Una signora cinese tiene sulle gambe un bambino e gli canta una stridula canzoncina in mandarino. Mi addormento e misveglio surgelato pochi quarti d'ora dopo, quando l'albero traccia su di me una scura linea d'ombra.

    A casa Andrea mi chiede le novità e mi dice che posso stare quanto preferisco. Io in compenso, da quando ho ritirato la moto, mi sono montato la tenda in giardino. Lui ride e mi chiede perché. DIce "ma se piove" o anche "ma il divano é più comodo". A me in realtà la tenda non dispiace. E' come avere un piccolo spazio personale e la certezza di non esser d'intralcio per gli altri al mattino.

    Dopo una cena tranquilla vado a letto....

    12/18/2007

    19 Dicembre 2007

    Sveglio fin dal primo mattino.

    Devo trovare un modo per arrivare alla dogana con i mezzi pubblici e così impiego tutta la mattina a contattare gli shuttle bus che portano all'aereoporto, chiedendo per un prezzo valido con cui arrivare all'ufficio desiderato.

    Super shuttle mi porta per 34 dollari direttamente all'indirizzo richiesto e mi vengono pure a prendere davanti a casa.

    Peter mi scrive e mi chiama per confermarmi che la moto é pronta e che posso andare a prederla in ogni momento dopo entro le 16:30.

    Corro in città dove prelevo dalle mie 3 poste pay, 1200 dollari neo zelandesi in contanti con cui pagherò Peter e tutto sarà a posto.

    Le poste pay funzionano correttemente e così, ancora in tempo per lo shuttle bus, torno a casa dove mi faccio una doccia e preparo le cose che mi serviranno per ritirare la moto

     

    • 1 casco
    • 1 chiave del 10 per la staffa Givi nuova che mi é stata data
    • 2 chiavi a T brugola del 6 e 8 per il manubrio
    • staffa Givi nuova
    • tanica benzina di scorta
    • pantalone e giacca moto
    • documenti moto e passaporto
    • contanti
    • gommotto per riparazione cavalletto centrale
    • fotocamera e telecamera

     

    Ovviamente dimentico il cacciavite per aprire lo sportello destro e collegare la batteria, ma potrò chiedere in giro appena arrivo.

    Lo shuttle bus arriva puntuale e per uccidere lo sfarfallio eccitato nello stomaco, mi addormento per tutto il viaggio. newzealand221Quando mi sveglio corro dentro l'ufficio e dispongo i contanti sul tavoli. Mentre l'assistente li conta, prego perché non ci siano problemi di nessun tipo.

    Siamo pronti.

    Peter mi porta in macchina ed andiamo a mettere 5 dollari di benzina nella tanica, dopodiché ci dirigiamo verso il centro MEF che ispeziona i beni importati e li pulisce sotto i criteri del ministro dell'ambiente e vegetazione neo zelandesi.

    La moto é nel CRATE e mi viene rilasciata dopo aver firmato un paio di carte che concretizzano il rilascio. Sono le 16:30 e comincio a montare le parti della moto che sono state smontate per farla entrare nel CRATE.

     

    • Manubrio
    • Batteria
    • Benzina nel serbatoio
    • Staffa Givi su cui aggancio la borsa posteriore (hanno rotto un catarifrangente durante il lavaggio)
    • Borse laterali Givi

     

    Scollego le stroppe con cui la moto é ancorata al crate e mi faccio aiutare da un ragazzo per spingerla fuori dalle staffe.

    La moto non parte. La batteria funziona, ma il motore sembra ingolfato. newzealand223Facciamo una prova collegando in paralleleo una batteria di un muletto, ma niente. Spingo un paio di volte, poi un altro paio e la moto rugge nel parcheggio dell'ufficio MEF.

    I ragazzi maori e mezzi maori che lavorano lì mi vengono a parlare chiedendomi del mio viaggio e facendomi gli auguri.

    Riparo il cavalletto centrale fissando con del nastro adesivo un gommotto bianco che tiene la catena lontana dallo strusciare sul cavalletto stesso.

    Non ho il parabrezza, ma non ho intenzione di andare molto lontano.  Per tornare a casa di Andrea sono 30 chilometri. I 5 litri di benzina dovrebbero bastarmi, credo.

    Lascio la moto accesa mentre finisco i preparativi e faccio le riprese. La batteria caricherà ed il motore girerà più caldo.

    La ruota anteriore era stata sgonfiata per incastrarsi meglio nel CRATE e così devo fermarmi al primo distributore per gonfiarla. I neo zelandesi sembrano avere un'enorme ammirazione per i motociclisti. Qui, chi ha la moto, é visto come una sorta di privilegiato. Tutti mi circondano e fanno domande. Quando scoprono che sono appena arrivato, mi salutano con un sincero augurio.

    newzealand227 Sono sulla strada. La moto non la sento mia. Mi ero abituato alla VFR e adesso la Transalp sembra così alta e leggera, lenta e scoordinata. Che buffo pensare che una moto così può andare in giro per il mondo senza problemi ed una raffinateria come la VFR avrebbe ogni sorta di problema....

    In autostrada faccio lo slalom attorno al traffico. Vedo persone farmi foto con il cellulare. Mica credevo di diventare una star solo per il fatto di guidare una moto in questo paese.... WOW!!

    Noto che il filo del gas é stato regolato diversamente dai meccanici Honda. In rilascio, il motore ci mette più tempo a tornare al minimo. Chiederò consiglio ai lettori del blog e della mailing list

    Arrivo a casa nel tardo pomeriggio e faccio cena con Andrea e Luise che decidon di andare subito a fare un giro in centro con le moto e fermarmi a vedere i laser show in città che vengono patrocinati da una grande compagnia distributrice.

    Una ragazza mi chiede subito se la porto a fare un giro. Rispondo con una batttutina sessuale e lei si mette a ridere. Un'altra mi fa una foto mentre passo. E un ragazzo mi richiede di farsi un giro con me, ma la battutina questa volta me la risparmio....

    Andrea mi dice che avrò di che divertirmi, qui in NZ, con la mia moto. E non si riferisce certo alle strade, ma ai locali....

    Torniamo a casa con un gelato e passo la notte con Andrea seduti al tavolo a guardare i ciaft e parlare di Long Way Round e video editing con il suo MAC.

     

    18 Dicembre 2007

    Mi sveglio presto, ma gingillo con il computer fino a metà mattinata.

    Quando mi alzo per fare colazione, leggo la mail di Peter Bedford che, dal porto, mi chiede le chiavi per aprire le borse moto. L'isperzione della dogana é pronta.

    Per avviare il tutto in giornata e velocizzare l'importazione della moto, decido di recarmi con le chiavi di persona e fare due chiacchiare con Peter riguardo i tempi ed i costi delle operazioni.

    newzealand207Disto a 37 km dalla dogana e per arrivarci devo recarmi dall'altro lato della città. Quando arrivo sono le 14. Peter mi mostra la moto e mi dice che l'ispettore visionerà il tutto e deciderà se far lavare la moto o no. E cosa dovrà essere lavato e cosa no. E cosa potrà essere solo aspirato con l'aspiratore e cosa invece dovrà essere spruzzato con il prodotto disinfettante.

    A me in realtà tutto questo interessa solo per una questione di soldi in più che l'ispezione mi costerà. Peter dice 100 dollari. Poi scende a 50. Conferma per 75.

    In australia ne avevo spesi 315.... per cui non mi lamento.

    L'ispettore sarà in ufficio verso le 16 per cui, sotto consiglio del signor Peter, vado a fare uno spuntino e mi ripresento dopo un paio d'ore.

    Ma prima di ritornare, approfitto della strada fatta fino a quella parte di città per tentare un'ultima volta di trovare la mia giacca CLOVER. Sono 10 giorni che é andata smarrita e, dopo le chiamate e le mail fatte in giro, non si é trovato niente.

    Chiedo del signor Kuni, ragazzo di nazionalità giapponese che guidava lo shuttle bus che mi ha portato in città il giorno che ho perduto la giacca. Ottengo il numero da un collega, ma prima di fare ritorno alle questioni doganali, chiedo in giro in quale reparto dell'aereoporto potrei chiedere di un giubbotto andato smarrito.

    Tutti mi scoraggiano dicendo che non lo troverò e che di solito gli oggetti perduti vengono messi all'asta.

    Mi reco comunque all'ufficio Lost & Found dell'aereoporto inernazionale. Mi fanno vedere una lista di oggetti simili al mio che sono stati trovati fra l'8 ed il 10 Dicembre, data in cui sono arrivato ad Auckland.

    Chiedo di farmi mostrare una giacca che corrisponde alla descrizione del mio, salvo per il nome della marca.

    Niente, non é lui.

    newzealand214 Ritorno all'ufficio domestico da cui sono venuto e ringrazio i conducenti taxi per l'aiuto. Chiedo se hanno un ufficio bagagli perduti anche lì, ma mi dicono che non ce ne sono. Tuttavia, mi esortano ad entrare e chiedere in giro.

    Allo sportello dell'ufficio bagagli dell'aereoporto domestico, mi fanno entrare e dare un occhiata di persona fra i giubbotti ritrovati che stanno appesi nel guardaroba. Niente.

    La signora si ricorda perfino del giorno in cui ho chiamato e così, intenerita dalla mia passionale ricerca, mi chiede il numero di telefono in caso debba comunicarmi qualche novità riguardo il mio CLOVER.

    Faccio per uscire, ormai arreso, quando decido di chiedere anche alla compagnia aerea con cui ho volato ad Auckland.

    Il signore dietro al banco é simpatico e disponibile ed ingaggia una signora nella ricerca. La signora sparisce dentro agli uffici Quantas e ritorna poco dopo con il mio giubbotto in mano.

    Inizio a gridare e mi inginocchio tenendole la mano e chiedendole di sposarmi. MI alzo, la stringo a me e la bacio sul collo mentre lei mi sussurra che ha già il marito.

    Tutti mi guardano e ridono della mie parole emozionate e applaudiscono quando esco dall'aereoporto in corsa gridando come un cowboy che sventola la giacca come fosse una cappio.

    newzealand218Quando torno alla dogana sono strafelice e discuto il da farsi con Peter ed il suo superiore Phil. Mi dicono che solo la moto, le borse e la tenda devono essere lavate e che il resto posso portarmelo a casa oggi. Metto tutto in una scatola e carico quello che posso nella macchina che ho preso in prestito da Andrea.

    Praticamente non dovrò guidare la moto a pieno carico quando la ritirerò, il che é un grande vantaggio.

    Rimaniamo d'accordo per domani o dopo domani. Quando l'ispezione e la doppia ispezione saranno state fatte, verrò contattato e  ritornerò in autobus per prelevare la moto e guidarla fino a casa.

    Per tornare da Andrea mi ci vuole 1 ora e mezzo, causa forte traffico. Mi sento così felice per la giacca e la moto che mi fermo a comprare pizza per tutti e coca cola ed entro raggiante in casa raccontando a tutti che sono in procinto di partire.

    La pizza piace e viene divorata e così mi sposto in giardino dove ordino le mie cose da moto che ho ritirato in dogana, in scatole ben ordinate su un pancale davanti casa di Andrea.

    Nel mentre faccio questo, mi chiama qualcuno. La voce é familiare, ma non posso credere sia proprio lui. Mi chiama per nome, in italiano. Mi dice " Nencio?"

    newzealand219 Quando scopro che é veramente il Calo vecchio amico delle scuole superiori, mi sale un nodo di emozione. E' sorprendente sapere che adesso lui, per lavoro, si trova in Western Australia e che ha saputo del mio viaggio e si congratula. Io invece sono fiero di lui ed anche contento che mi stia chiamando un vecchio amico con la vera spontanea intenzione di sapere come sto.

    Altri invece si fanno vivi solo per parlare con qualcuno di cui leggono nelle riviste. Patetico....

    Andrea scappa a lavoro e così io finisco le mie cose al computer quando scopro che, la giornata felice di oggi, é arrivata al termine.

    12/16/2007

    17 Dicembre 2007

    E' lunedì e tutti si preparano per andare a lavoro. Sono sveglio dalle 7, ma Andrea é ancora a letto perché lavora nel tardo pomeriggio.

     

    Mi sdraio per un attimo sul suo divano e mi risveglio due ore dopo, quando lui é già pronto per uscire.

    Sono preparato sta volta e gli propongo di andare a fare un giro. L'allergia mi destabilizza più di un calcio in bocca, ma uscire è l'unico modo per togliermi da quello stato di vegetazione.

    Al supermercato compro delle pasticche per l'allergia.

    newzealand196Passeggiare, fare lo scemo, conversare in piedi ed esercitare il tutto in pubblico esorcizzano gli effetti che quel grigiore ha avuto su di me. Reinizio a sorride. Le battute con Andrea mi rivitalizzano e le battute sarcastiche alle ragazze che passano riaccendono in me il buon umore.

    Sfrecciamo in auto.

    Andrea é veramente un ottimo compagno di discussioni. Ha gusti molto simili ai miei e, se capita, anche molto diversi. E' un italiano completo ed una persona umile. Senza di lui, la sua pazienza e la sua grande ospitalità, forse sarei ancora a puzzare di sudore davanti al mio pc.

    Andiamo in centro, camminiamo. Ci fermiamo a parlare con due ragazze keniote e ci raccontiamo del passato. Lui avvista la name di green peace approdata al porto di Auckland. Ci fermiamo a fare due chiacchiare con la scialuppa e vengo per la prima volta presentato al mondo atroce cui Green Peace cerca di porre fine.

    newzealand187 SI parla di giapponese che uccidono migliaia di balene, delfini ed orche al solo scopo alimentare.

    Mentono spacciando le loro vittime per cavie scientifiche e poi si mangiano la selvaggina!

    Andrea é tutto contento e mi chiede di fargli foto davanti alla nave. Anche io me ne faccio, ma non ne ho al momento qui con me.

    Andiamo a versare i miei soldi nel mio conto ed é già ora di tornare a casa.

    Lui scappa a lavoro e mi lascia da solo in casa. Adesso devo fare qualcosa che mi tenga fuori casa.

    E' un po' come il sonno. PIù dormi, più vorresti dormire. E adesso che sono stato tutto il giorno fuori, non mi va di stare in casa. Oltretutto il mio raffreddore é andato ed una passeggaita mi farà bene.

    Mi incammino sulla costa su cui Milford si affaccia. Rimango schokkato!!!

    E' bellissima. Immensa e grigia. Il vento soffia forte e cani bagnati si inseguono sulla bachina, mentre i padroni camminano a braccetto della compagna.

    Cammino e cammino e cammino. A volte, come saprete, é meglio viaggiare piuttosto che arrivare. A che serve infondo avere sempre una meta. La meta, spesso, é la fine di tutta quella magica esperienza chiamata viaggio.

    Per cui cammino. Mi prende uno stato di malinconia e solitudine, ma é contemplata da quella parte di razionalità che mi dice che, anche se mi sento così, non é necessariamente detto che io mi creda solo o in mancanza di qualcosa.

    E' che a volte, é bello sentirsi soli. Sentirsi vittime del tempo e di se stessi. Sentirsi innamorati.

    E' come se la mente offrisse a piccole dosi quelle sensazioni che non si provano da tempo e che ci ricordano momenti chiave della vita.

    Cammino sulla sabbia, poi sulla roccia. Ci sono case costruite sulla spiaggia che devono costare milioni di dollari. Annuso l'aria, mentre il grigiore si fa notte e scovo luce provenire dalle finestre delle abitazioni.

    Ogni tanto incontro donne attraenti camminare dietro ad un cagnolino. Ci scambiamo gli sguardi. Sorridiamo. E forse anche loro, dopo quello sguardo, fantasticano chiedendosi che futuro nascerebbe se ci fosse destinato un futuro come coppia.

    Io, nella mia fantasia, sposo o faccio l'amore con 1000 donne ogni giorno. E sono scene così romantiche che quasi non mi appartengono. Ma di fatto sono mie. Emergono da quel lato vulnerabile di me che non concedo a nessuna donna.

    Quando é notte penso di tornare inentro, ma mi spingo ancora avanti giocando un nuovo gioco. Fare scelte diverse da quelle che la volontà mi dice.

    Penso "ora torno a casa" e invece continuo.

    Penso "dovrei camminare sulla roccia" e mi spingo sulla sabbia.

    Penso " dovrei accelerare" e così rallento.

    Ad un certo punto mi immobilizzo. Vedo una cosa insolita.

    La spiaggia, ormai ridotta ad un manto di scogli a fior d'acqua, offre un percorso di cemento scuro che separa il mare dai girdini delle abitazioni. Gli spazi più stretti vengono raggirati con piccoli punti di legno che salgono ripiti con gradici umidi che profumano di albero.

    Il ponte su cui mi fermo, nascosto sotto ad un albero rigoglioso che sporge dal giardino di una casa, si trova davanti ad una casa attraversa la vetrata della quale vedo un uomo ed una bimba.

    La casa in cui abitano ha un caldo salotto che guarda il mare attraverso una parete appannata fatta interamente di vetro trasparente.

    Una luce calda esce dal salotto e le sagome nitide e così vicine della coppia mi incantano, per minuti. E' come spiarli senza alcun minimo senzo di imbarazzo. E mentre li osservo, noto che il nonno siede sul divano accostato accanto ad un tavolino da salotto.

    Lui tiene fra le mani un libro che mostra alla nipote. Lei veste con un pigiama rosa e siede in ginocchio sul tavolino, mentre alle sue spalle un gatto persiano bianco, osserva curioso il tutto.

    Cammino lento, gustandomi quell'attimo privato di consueta quotidianità e cerco di immaginare le parole del nonno, come fossero le parole del mio. Il pigiama della babina ha l'odore di mia sorella Sara ed il gatto persiano mi guarda come fa Trottolino.

    Immagino il sussorro del mare che, oltre la finestra del salotto, si perpetua come una magica e famialiare canzone nelle orecchie di tutti noi. E dalla nostra casa, sotto quella luce e dentro a quel salotto, il tempo passa mentre le mille onde cambiano il loro corso milioni di altre volte senza eguagliarsi mai.....

    La passeggiata di cemento termina e così anche la luce del giorno che é finito.

    Torno sui miei passi a notte fonda e rischio di cadere dentro l'acqua fonda di un canale quando cammino sul bordo di una diga che accorgia la mia via di ritorno di un paio di chilometri.

    Quando sono a casa sono sudato fradicio. Alleggerito nel cuore e nella mente. Faccio una doccia e, dopo un pasto, parlo con Andrea finché non decidiamo di andare a letto e rivederci la mattina dopo.

    12/15/2007

    16 Dicembre 2007

    Quando mi sveglio é quasi ora di pranzo.

    Ho un raffreddore di quelli da fieno che mi vengono quando qualcosa non va. E' come se la lunga attesa per la moto, lo stato di immobilità della situazione, il continuo stare appoggiato a persone che si fanno in 4 per me senza chiedere niente in cambio e la grave perdita della giacca CLOVER (che nella mia mente significa altro tempo da aspettare per risolvere il problema), mi appiattiscono fino al punto da rendermi privo di iniziativa.

    newzealand205 Mi ritrovo davanti al pc per una giornata, ma non come faccio di solito, quando macino parole e parole sulla tastiere in modo costruttivo, bensì sedendo apatico sopra la sedie e lo schermo che riproduce il niente.

    Non mangio e se lo faccio basta che mi imbocco. Mi sforzo almeno di pulire i piatti, ma ritorno subito davanti al computer appena ho finito.

    Siamo tutti un po' stanchi e presi dalle nostre cose, ma le mie pause davanti al pc sono le più lunghe di tutti e così finisco per farmi da parte, anche in maniera maleducata se si vuole.

    Il mio apatismo ed il grigiore che lo stato di attesa, é una vera e propria condizione mentale per me....

    In più la malattia, il raffreddore, gli starnuti, lo stato di apnea e tutto quello che l'allergia comporta, aggravano ogni effetto del 500%.newzealand206

    Tagico.

    Ecco come passa una passiva domenica pomeriggio.

    Ma, dal momento che me ne rendo conto, adesso farò di tutto per mettermi in condizioni di progredire.

    15 Dicembre 2007

    Quando riesco ad andare a dormire, sono le 6 del mattino, ma il divano su cui mi addormento ha tipo 40 anni e 40 centimetri di polvere che lo ricoprono.

    Mi ritorna l'allergia e così, senza poter respirare, resto sveglio fino alle 11.

    Mi addormento collassato dal sonno e mi sveglio alle 18. A quel punto sono un vegetale a cui hanno tolto la luce del sole per giorni.

    Tutti sono pronti per uscire e io starei volentieri in casa, ma uscire é l'unico modo per farmi passare l'allergia. Non prendo niente per il mal di testa ed infatti, dopo un boccone, mi passa tutto.

    Abbiamo scelto un ristorante tailandese economico che si presenta benissimo. C'è grande atmosfera e siamo seduti io ed Andrea con la sua ragazza ed una amica di lei.

    Ma la tipa che mi siede accanto ha 18 anni e li dimostra tutti. Avvio i miei soliti discorsi sessuali che questa volta vogliono far riflettere sulle differenze di costumi che ci sono nella nostra società latina con quella anglosassone.

    In pratica, una donna in topless a rimini non fa alcun scalpore ed invece in nuova zelanda é illegale.

    Sembra che in paesi come il nostro, o in Francia o Spagna, la nudità e l'approccio con l'intimo sessuale non sia scandalosa come lo diventa in paesi quali Australia e Nuova Zelanda.

    Sono paesi molto conservatori questi e non c'é da sorprendersi se poi, nell'intimo, le persone più funeste sessualmente sono quelle più represse.

    Ma le osservazioni che faccio e le domande che porgo ad Andrea e la sua ragazza, sembrano lasciare di stucco la ragazza che mi siede accanto per cui dobbiamo darci un taglio.

    Ci riprovo poco dopo parlando di omossessuali e lesbiche, ma anche questa volta tutti sembrano parlare di altre cose.

    newzealand199 Andiamo a ballare. Il mio mal di testa é andato.

    La musica non mi piace, ma vedere tante minigonne che si muovono mi mette di buon umore. Poi, eccolo lì:

    Come asserivamo al ristorante, in una società moderna e conservatrice come quella anglosassona della Nuova Zelanda, l'alcool e gli ambienti pubblici di intrattenimento, fungono un po' da esorcismo per tutti quei messaggi repressivi che vengono imposti in questa società.

    Appoggiati ad una colonna, una ragazza dalla minigonna pressoché inesistenze, si fa afferrare da un tipo che la bacia con passione e la spinge su un divanetto. Seguo la scena senza timore di essere notate e così anche Andrea e la sua ragazza e tutti gli altri si voltano a godersi lo spettacolo.

    Lui siede sulla poltrona e lei lo bacia coprendosi nella penombra. La minigonna le sale, ma non ci bada. Si guarda in torno e, scavalcando il ragazzo con una gamba, si siede su di lui nella posizione della candele e lo bacia ferocemente mentre lui le tocca il culo.

    newzealand201 La minigonna di lei sale e sale e sale. Lei tenta una volta di riabbassarla ma la tentazione é troppo forte e se ne scorda. Ci sono io e altri 5 o sei persone che fissano il culo scoperto della tipa che, presa dai giochi, sta intrattenendo il tipo dando spettacolo a tutti noi.

    Ci mette poco e arriva anche la sicurezza che li divide e chiede il contegno.

    Balliamo e balliamo e balliamo e quando siamo sudati, torniamo a casa. Ho bisogno di una doccia e di dormire come non ho fatto ieri.

    Maledizione!!!!

    12/13/2007

    14 Dicembre 2007

    Il gatto dorme ancora fra le mie gambe.

    Oggi giornata turistica con Andrea che, in sella alla sua moto, mi porta a giro per Auckland in cerca di quello che non devo perdermi. E' un ragazzo di così buona compagnia. La sua storia non é diversa dalla mia e da nessuna delle altre che ho ascoltato fin'ora da quando sono partito.

    newzealand164Lui é l'ennesimo italiano scontento di quello che l'Italia ha da offrire che ha trovato di meglio nell'erba del vicino. Vive con la ragazza neo zelandese ad Auckland da 5 anni ed oggi mi mostra tutto quello che sa.

    Con i caschi in testa, sfrecciamo fra le curve delle statali e dell'autostrada ed arriviamo in centro. Mi porta a Mt Eden dove la vetta si affaccia su tutta la città e le mucche pascolano indisturbate fra i grossi crateri che si creano fra un colle e l'altro. Il posto é fantastico. Già il mio malumore per le perdite dei giorni prima, va affievolendosi.

    Stiamo lì a fare foto. Parlare dell'Italia. Della Nuova Zelanda. Ogni tanto si parla del mio viaggio, ma io voglio sapere del suo. Voglio capire agli occhi di un italiano come me, che effetto faccia un altro italiano con le palle come lui.

    Scendiamo e vediamo i vari quartieri della città, finché non sbuchiamo in K road, dove tutti i migliori pub e night club si concentrano. Colgo l'occasione per aprire il mio conto bancario Neo Zelandese e, dopo qualche decina di minuti, usciamo diretti verso Moto Mile.

    newzealand165Giorni prima, mi ero recato in visita dal signor Chris che, contattato dal signor Don di GIVI NZ, aveva mandato al negozio di Moto Mile la piastra per il top case che era andata distrutta in Cape York. Andrea mi lascia davanti all'ingresso e quando entriamo veniamo serviti da Chris. Il pezzo é arrivato e riporta un messaggio che dice che non devo pagare.

    Inoltre c'é la copia delle mail che si sono scambiati il signor Don e Chris riguardo la mia avventura. Mi viene da sorridere al leggere i commenti che ci sono scritti....

    La giacca CLOVER non si é ancora trovata e così chiedo con uno stato di apprensione anticipata, il costo per una giacca da moto come quella che avevo. Me ne mostra una di alto livello e una di basso livello.

    400 Euro per la prima

    200 Euro la seconda

    Meglio che ce ne andiamo.

    newzealand171Per pranzo siamo attrezzati con acqua e sushi, seduti sull'erba di una passeggiata balneare magnifica. Ragazze ovunque. Il posto poi é un incanto. Se non sapessi che abbiamo entrambi gli stessi gusti per il tempo all'aria aperta, penserei che Andrea mi stia corteggiando. ahahahah

    Mi porta in Takapuna dove dice ci siano gli avvistamenti di bionde in minigonna più allettanti della città, ed ha ragione. Io urlo e sbraito fuori dal finestrino frasi tipiche alla BORAT. Addirittura chiedo in sposa una passante che si ferma e mi sorride. Andre ride divertito. Un pomeriggio come ai vecchi tempi, quando queste cose le facevo tutti i giorni con i compagni di scuola....

    Torniamo a casa per l'ora di cena che siamo affamatissimi. Gli amici che vivono con Andrea sono lì a bere e così iniziamo tutti a festggiare con spumante, cioccolata e fragole. Arriva il gelato. Vediamo alcuni film fra cui un capolavoro australiano che dovete vedere.

    THE CHOPPER!!!! Non perdetevelo.

    newzealand172 La serata é tranquilla e Steven, il coinquilino simpaticissimo di Andrea, arriva al tavolo con delle pillole. Gli dico che non faccio uso di droga alché lui ride e mi mostra il contenuto dicendo che sono pillole che si comprano in farmacia e sono legali. Sono un concentrato di caffeina e servono per stare svegli nelle serate lunghe di discoteca.

    Ne prendo una a 'mo di sfida e così anche un altro ragazzo.

    Quando tutti sono a letto, io sono lì sdraiato sul divano che non riesco a chiudere occhio e mi maledico per aver sfidato la cafferina.

    MALEDIZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!

    13 Dicembre 2007

    L'articolo per Mister Helmet mi tiene impegnato per tutta la serata e mi ritrovo alle prima ore di questo giorno a comporre uno dei miei soliti articoli pseudo motociclistici che come al solito mirano a toccare ambiti meno generali ed assai più personali, ricchi di quella retorica e sarcarsmo che mai evita d'essere inopportuno.

    L’Asia é come una donna dallo sguardo felino e le mani bellissime. Ti guarda maliziosa e si lascia osservare, mentre con dita affusolate e femmili ti richiama a sé. Il carnato della sua pelle é pallido come le nuvole nel deserto cinese e la sua voce ti intriga con parola inconprensibili da cui ti senti ammaliato.

    Gli occhi di lei sono neri come le notti che vegliano sulle foreste indonesiane e le sue labbra invitanti, sono rosse come i sentieri polverosi che fanno della Cambogia uno dei paesi più selvaggi del mondo.

    Il prologo parte con una considerazione sull'Asia che viene associata alla figura della donna. Io questa cosa la credo davvero, non la dico per ricadere sempre sul solito patetito discorso da latin lover.

    E,fra un dettaglio dell'articolo (piuttosto noioso dal punto narrativo, ma interessante da quello cronologico), ci infilo anche un'altra massima.

    Se la censusa me lo toglie, pazienza. La censura accorcia o distorce periodi, ma non modifica la mente degli autori. Casomai la anima.

    Quando arrivo alla famosa Ayers Rock di Uluru, ho un termostato rotto ed il problema ai consumi che non sembra migliorare. Per risolvere il problema al termostato mi servono 3 giorni, ma trovo buona compagnia in un hostello di città in cui vengo corteggiato da una viaggiatrice francese di 40 anni.

    E se vi siete chiesti quale sia il pease più bello in cui viaggiare, sarete felici di sapere che quel posto lo visitate ogni qual volta mettere le mani sotto gli abiti di una donna.

    Scritto questo mi limito ad ultimare l'articolo con altri dettagli più e più volte ripetuti. La vera sfida dello scrittore credo sia quella di riuscire a ripetersi mille volte senza dare nell'occhio o suonare monotematico. Come se in ogni versione dello stesso fatto si dovesse restare fedeli a ciò che si dice e allo stesso tempo arricchire l'attuale versione con dettagli attendibili che non si erano messi in risalto nella versione precedente.

     

    Finito l'articolo rileggo. Momento orgasmico per il mio ego. Come dire che se l'articolo non piacerà non importa. Mi vendo per il piacere soprattutto mio. Non solo per quello degli altri. E questo articolo mi piace già. Schietto. Sincero. Commestibile e ricco di video allegati.

    Quando mi sveglio sono al telefono con una ragazza che mi chiama dal porto.

    La moto é in preparazione per la messa su strada. Il container é arrivato e adesso é il momento di procurare i documenti. E' un po' come fosse la prima volta per me perché ho il Carnet de Passage che non avevo mai usato prima di adesso.

    Vado in città per fare copie del passaporto, lista di effetti personali contenuti oltre la moto, compilare e firmare un modulo sull'importazione ed allegare l'originale del Carnet de Passage da inviare assieme a tutto il resto con una spedizione courier che arriverà la mattina dopo.

    Subito dopo aver terminato la spedizione, mi reco per la terza volta all'ufficio immigrazioni con la nuova lettera che ho ricevuto dove si dice che il visto é stato APPROVATO.

    Hanno fatto un macello che non voglio neanche risolvere. Mi hanno prima fatto comprare un biglietto di ritorno perché privo di certificati medici contro la tubercolosi e adesso mi approvano il visto senza che io abbia fatto nemmeno un'analisi del sangue.

    La tipa seduta dietro al banco dell'immigrazione é una bellissima donna indonesiana. Spiccio due o tre frasi in bahasa e lei subito mi sorride dicendo che mi estenderà il visto di quei giorni che ho perduto nel raggiungere Auckland e mi dice che apporrà un secondo visto sul passaporto che mi permette di uscire e rientrare dalla Nuova Zelanda quante volte voglio nell'arco della validità del visto.

    newzealand145In ritorno verso casa di Mauro e Mio, mi chiama Andrea, uno dei lettori che mi segue da tempo. Lui scrive di me anche sul suo blog e mi invita a stare da lui finché non sistemerò le questioni moto per l'importazione.

    Quando mi passa a prendere a casa di Mauro e Mio sono al telefono con John de Matteo, il CS che mi ha ospitato in gennaio 2006 in sud Korea. Io e lui, dopo la settiamana a casa sua, siamo diventati come fratelli. Risento la sua voce dopo 2 anni e mi sembra di rivedermi lì fra le strade di Seoul! Andrea parla intanto con Mauro e Mio e poi é tempo di trasferirsi a casa sua.

    Abita a due passi dagli altri due e così memorizzo subito la sua casa. La sua ospitalità é genuina e sincera. Quasi mi sento in imbarazzo per così tanta accoglienza da parte di una persona mai incontrata prima. Mi mostra la casa, il letto, il bagno. Mi lascia le chiavi di casa e scappa a lavoro.

    Lo ritrovo a casa in tarda serata quando sono già a tavola a bere e chiacchierare con i suoi coinquilini nella magnifca cucina che condividono al piano di sopra.

    Ci sono due gatti. Un angolo computer e decide di dvd che posso guardare. C'é anche una chitarra. Una moto che Andrea mi mette a disposizione o una macchina, se ne ho bisogno. Ma per adesso, visto che di proseguire con i lavori alla moto ed anche con quelli dovuti alla ricerca della giacca CLOVER, non mi sento di andare da nessuna parte.

    Solo di sedermi al pc e mettermi in pari con quello che devo ultimare su Partireper.it

    Così me ne vado a letto con un gatto fra le gambe.


    12/12/2007

    12 Dicembre 2007

    Passo un'intera nottata davanti al computer. Non so come, finisco per inchiodarmi davanti alla serie animata di Neon Genesis Evangelion.

    Ascoltare quella colonna sonora. Intercettare poche parole in giapponese e sorprendermi nel ricordare tutti i nomi dei personaggi della seria mi mette un senso di profonda malinconia. Come se l'importanza che quelle inutili passioni di ragazzo che avevo a 15 anni, fossero adesso le ultime cose belle e semplici da amare di un'adolescenza che non mi appartiene più.

    Come se guardassi al giovanotto che ero, con gli occhi di un uomo che vuole viverla ancora un'ultima volta.

    [...]

    Mio si sveglia per bere dell'acqua e mi scopre alle 4 ancora alzato che guardo i cartoni. Lei é giapponese e quella serie la conosce come gli italiani conosco il campionato di calcio. Si siede con me e, per un attimo, mi sento meglio. Basta la sua presenza a spezzare quello stato mentale che mi rendeva malinconico.

    Le chiedo traduzioni istantanee, ma poi anche lei é stanca e ritorna a letto. E vorrei dirle di rimanere per aiutarmi a superare la serata senza danni emotivi. Ma come lo spieghi tutti il discorso che ho fatto ad una persona che ti conosce da pochi giorni?

    Finisce la serie e io mi sento così irrequieto che non riesco a pensare di andare a letto. Rifocalizzo andando a cercare video di Fabrizio Meoni e per la prima volta scopro le sue grandi imprese.

    Farò anche io la Parigi Dakar, mi dico.

    Poi sorrido perché riconosco il tono con cui l'ho detto e non é il tono con cui mi decisi a fare il giro del mondo, ma é il tono con cui mi promettevo di fare chissà che cosa quando, a 15 anni, nella mia stanza chiusa a chiave, potevo decidere di voler fare qualunque cosa e, il giorno dopo, cambiare idea senza che la cosa mi toccasse minimamente.

    Dormo fino all'inverosimile. Mauro é a letto malato. Mio é in casa. Io riprendo il mio lavoro in cerca del giubbotto. Ho ricevuto mail di risposta alle mie richieste.

    Niente.

    Il giubbotto non si trova. Decido di mettere da parte l'orgoglio e di chiedere a Clover se può aiutarmi. Mi rispondono chiedendomi di spiegare la situazione e così si accende un mortificato senso di speranza.

    Sono in contatto con MisterHelmet.com che mi ricorda di scrivere un articolo.

    Mi metto a lavorarci durante la serata, visto che nel pomeriggio io e Mauro (ancora malato) giochiamo a fare i bambini camminando a piedi nudi nel letto fangoso di un fiume ed arrampicandoci a 50 metri di altezza su un albero gigantesco.

    Mentre siedo sul ramo più alto con lui, sorrido notando il senso poco familiare che l'altezza e l'oscillare dell'albero mi danno.

    "Non sono più abituato a 'ste cose", dico a Mauro. E mi torna subito in mente quella sensazione di malinconia. Rivedo i miei pomeriggi con Michele nella fora, in cerca dell'albero perfetto su cui costruire l'ennesima casa o fortino.

    Mauro parla e mi sforzo di ascoltarlo per non lasciare i miei ricordi prendere il sopravvento. Parliamo di amore e relazioni sentimentali. Ma nella macchia più in basso, fra una frase di Mauro e l'altra, io rivedo i capelli biondo albino di Michele e quelli miei mori che lo seguono nel bosco, mentre parliamo di gavettoni, cerbottane e trappole per gli intrusi.

    Vuoto.....

    Scendiamo dall'albero e mi sento meglio. Come se le vertigini e la paura che provavo in cima all'albero, in realtà fossero dovuto al senso di disequilibrio che si prova ogni qual volta ci si affaccia sul proprio passato.

    Quel passato troppo distante per poterlo raggiungere senza compromettere quello che si é e si ha adesso.

    Vado a letto dopo aver scritto l'articolo per MisterHelmet e, aiutandomi con il mio sarcasmo, mi sento un meglio nel credere che quello che sono adesso, se non altro, piace anche ad altre persone e non soltanto a me.


    11 Dicembre 2007

    Sveglio verso le 11, decido di interrompere la monotonia di questi giorni e vado in città. Mentre mi vesto cerco il giubbotto Clover. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco. Lo cerco.

    newzealand141

    Mentre questo processo infinito continua, mi rendo conto che sono diversi giorni che non ce l'ho più e realizzo che é andato perduto durante lo sdoganamento in Auckland.

    Faccio mente locale e chiamo i seguenti posti

    Il backpacker in Christchurch

    Lo shuttle bus diretto all'aereoporto di Christchurch

    La compagnia aerea

    Lo shuttle bus diretto al centro di Auckland

    La libreria in cui mi sono fermato appena arrivato in città

    Contatto anche i due aereoporti, ma niente. Il giubbotto Clover é andato smarrito e adesso mi sento miserabilmente privo di un elemento essenziale. Mi sento in colpa perché é stato omaggiato dai ragazzi di Cose di Moto e perché adesso, finché non lo trovo, non potrò rimettermi in moto.

    Vado in città sconfitto dalla brutta notizia e mi reco all'ufficio immigrazione. L'unica buona notizia é che, senza motivo apparente, il mio visto é stato approvato senza il bisogno di fornire visita medica alcuna. Questa poi............ Mi suona talemente inusuale ed non professionale da togliermi il gusto dell'esaltazione. O fose ancora penso alla giacca Clover.... CAZZO!!

    Mi informo per aprire un conto bancario, ma il visto mi sarà dato domani e così devo aspettare.

    Quando ritorno a casa Mio sta meglio, ma decide di stare a casa. Mauro invece, nonstante cominci ad accusare malumori generali, decide di portarmi fuori a cena con sé. Ci sono degli amici italiani, olandesi e russi che vogliono mangiare al coreano. Non posso rinunciare. Se non altro avrò di che pensare ai tempi in cui viaggiavo nei paesi in cui la giacca ce l'avevo ancora.

    Merda.

    newzealand144

    La serata riesce bene. Il ragazzo italiano che vive ad Auckland é come Mauro e come me. Un italiano che in Italia non si sentiva a casa e che é partito in cerca di qualcosa di meglio e l'ha trovato. Lui apre il suo ristorante fra 4 mesi e mi propone di lavorarci. Dico che di fare il cameriere ho smesso. Non ce la faccio più. Adesso preferisco cambiare pannolini e vetirmi da pirata per guadagnarmi da mangiare.

    Loro bevono Soju sotto mio consiglio. Io parlo di donne, giapponesi, viaggi, italiani, società, provincialismo ad Ivan che, giustamente capisce e non replica in segno di consenso. La sua ragazza olandese mi guarda spesso stupita da tanta nostra rabbia nel parlare del modo in cui l'Italia non sia riconosciuta nel mondo come un grande paese ma come l'ultima ruota del carro. Si parla anche di Berlusconi. Se mi sentisse mio padre dubiterebbe di me....

     

    Torniamo a casa contenti. Mauro ora é peggiorato, ma ha tempo per mostrare ai miei nuovi amici il materiale di cui dispongo. Video e magazine attirano la solita attenzione, ma poi partono le domande che sono molto più interessanti.

    Tutti vanno a letto e io mi pianto davanti al pc come faccio sempre di notte.

    12/11/2007

    9 Dicembre 2007

    Mi sveglio con il piccolo Jack che mi sbircia sedendo su un triciclo. Jess e Mio sono già sveglie con una tazza di caffé in mano e gli altri sbadigliano stropicciandosi gli occhi mentre mi faccio spazio fra i loro corpi avviluppati al suolo sotto le coperte.

    HPIM3598Scambiamo tante altre parole assieme. Guardiamo dei video su youtube e ci scambiamo indirizzi facebook e myspace con cui ci terremo in contatto. Ce ne andiamo con un abbraccio in cerca di cibo.

    Scegliamo di risalire a nord seguendo la costa piena di curve e scoviamo dei golfi bellissimi, ingrigiti dalle nubi e resi inospitali dal forte vento che scaglia le piccole goccie di pioggia sui nostri visi.

    Sorprendende trovare in uno di questi golfi abbandonati due ragazze sulla 15 nuotare sopra due tavole da surf. Come se per loro, l'oceano che bagna quel golfo in una gelida giornata piovosa, fosse come il cortile davanti casa in cui giocare dopo scuola.

    Rimango senza parole e aspetto sentirmi uscire un sospiro.

    La fame incombe e ci troviamo a mangiare Fish & Chips da una signora cinese che non la smette mai di parlare. Ma é gentile e simpaticissima. Rende la nostra pausa pranzo ancora più inusuale ed indimenticabile. P1070474Guido da ieri, intrattenedo gli altri con conversazioni al limite del logorroico o sfoggiando un'ironia affabile e piacevole. Mio si sbaciucchia con Mauro. Silly mi chiede il perché ed il percome ho deciso di avventurarmi a giro per il mondo.

    Melika e quel paio di tette che si ritrova, stanno in un angolo in silenzio, senza dire molto.

    Arriviamo sotto consiglio di Mauro in un punto in cui la spiaggia diventa lunghissima e piatta. Ci sono auto parcheggiate davanti all'oceano, proprio sulla banchina ed altre che sfrecciano da sud a nord della spiaggia a più di 100 all'ora.

    Sempra un parco giochi per macchine usate. Dove la spiaggia è un circuito lineare dove tutto é concesso, escluso immergersi in alto mare.

    Spingo la macchina di mauro sopra i cento. Schizzi di acqua e vento entrano dai finestrini abbassati. Facciamo freni a mano. Foto. CI facciamo trainare in due dalla macchina, facendo perno sulle scarpe che scavano nella sabbia lievi solchi.

    P1070478 Fotografiamo i dintori e ci ripromettiamo di tornare un' altro giorno per passare la notte in tenda lì.

    La sensazione di presenza é devastante.

    Attorno a noi ci sono pazzi scatenati che sfidano il grande pendio di sabbia e roccie che separa la spiaggia dalla collina su cui si guida per arrivare al mare.

    C'é un 4WD con un cane dentro che parte dalla banchina e sfreccia a marce risotte fino al muro di sabbia fino a spingersi in cima alla vetta per poi scivolare a marcia indietro al punto di partenza.

    Per un attimo sembra che si stiano per ribalatare con la macchina...

    L'ultima tratta di strada in direzione Auckland si fa pesante. Sono stanco o annoiato, non so. Chiedo agli altri di fare una sosta per un caffé e così ci fermiamo in una caffetteria.

    Tutto sembra così perfetto. La comapagnia con cui mi ritrovo ed ache i posti dove ci fermiamo per fare quelle HPIM3622che, di fatto, decidiamo passo passo di fare. Anche adesso si parla seduti ad un tavolo con il piacere di chi discute senza impegno di cose importanti.

    Il posto é pulito e molto carino. I gestori sono due signori sulla 60ina che ci guardano curiosi e ci servono caffé, cioccolate calde e dolci da tutti ordinati.

    C'é un gatto sul pavimento di cui impossesso e che mi porto al tavolo facendolo dormire sulle mie gambe, ma spela come un dannato e così mi viene richiesto di rimetterlo dove l'ho trovato.

    Silly vede il pianoforte e ci si mette a suonare. Ci sono altri due clienti nel caffé che lo guardano male, ma appena ingrana e attacca a suonare come si deve, viene anche incoraggiato dalla gestrice che gli chiede un pezzo dei Travis.

    Hanno un computer per i clienti proprio accanto al piano. Cerco gli spartiti per Silly e glieli mostro sul monitor mentre io canto la canzone a squarcia gola. Le ragazze sono stupite dall'effetto. Il francese e l'italiano a fare musica improvvisata nella caffetteria.

    Il gestore ci posa sul tavolo del cibo come omaggio per la performance e la gestrice ci abbraccia ringarziandoci.

    HPIM3631Un toccasana per lo spitito.

    Arriviamo a casa per tarda serata, con un po' di spesa fatta prima di arrivare. Mio mi insegna a cucinare sushi e con l'aiuto di Silly serviamo in tavola una bella piattata.

    Bastano poche ora che siamo tutti esausti e così, distribuiti nelle varie stanze della casa di Mauro e Mia, ce ne andiamo tutti a letto.

    10 Dicembre 2007

    Sono sveglio sul tardi.

    Del resto non c'é molto da fare oggi. Aspetto l'ispirazione per iniziare i preparativi per l'importazione moto, ma dal porto, le risposte alle mie mail non sono ancora arrivate. Propongo un sollecito.

    Mauro é a lavoro e Mio é a casa malata che dormicchia in camera. Melika e Silly sono ancora nel salotto.

    Ci scambiamo le ultime due chiecchiare e poi i due partono nelle rispettive direzioni. Melika torna a casa e Silly si avventura con un cartello con su scritto HAMILTON per un viaggio verso sud in autostop.

    Io decido di restare in casa e di occuparmi della mia presenza a casa dei miei CS host. Tiro l'aspitapolvere in tutto l'appartamento e lavo i piatti. Piego i vestiti stesi ad asciugare e li faccio trovare asciutti e in ordine sul divano in cui Mio tiene il suo laptop.

    Il resto della giornata é passiva e non merita alcun appunto per essere ricordata. Mauro torna a casa malato anche lui. Ha la nausea e si chiede cosa possa essere. Mio non si riprende, ma é stata male la sera prima e adesso sembra peggiorare. Io e Mauro ci interroghiamo mentre lei si chiude in bagno a vomitare. Forse abbiamo mangiaro roba poco buona durante il viaggio o forse lo stress e la stanchezza. Sta di fatto che io sono l'unico che non si sente male, ma da 3 anni a questa parte, ho un sistema immunitario potentissimo per via del viaggio avventura e nessuno si meraviglia.

    Mio va a letto prest ed io chiedo a Mauro di tenermi in cucina con lui mentre cucina per insegnarmi qualche trucco. Facciamo pasta al sugo e cosciotto speziati al forno. Mmmmmmmmmmmmmmmmmm....

    12/10/2007

    8 Dicembre 2007

    E' venerdì sera é c'é tutto un via vai di persone nel dormitorio. Non riesco a dormire. Penso che mi ruberanno il marsupio con i soldi. O il laptop. O le videocamere. O i vestiti Honda.

    In realtà é solo uno stato confuzionale di scetticismo dovuto allo stato di sonno.

    Alle 6:30 sono sveglio e puntuale all'appuntamento con lo shuttle bus alle 7. Arrivo all'aereoporto domestico. Sto morendo di fame e compro per 6 dollari (un botto) due tramezzini che mastico con un bicchiere d'acqua del rubinetto.

    Seduta dietro di me davanti al gate 2 dell'aereoporto, una ragazza giovane che mi guarda come se mi conoscesse e ricambia il mio sorriso quando la noto osservarmi.

    Il volo dura solo un'ora, ma parlo con la signora che mi siede vicino che mi consiglia di guardare un programma in tv sui viaggi estremi chiamato Top Gear. Ne vediamo un episodio in tv sull'aereo che mi mette in totale esaltazione.

    Atterriamo puntuali, se non per il fatto che prima della partenza un passeggiero ha portato al check in la valigia, ma non si é presentato sull'aereo, per cui hanno dovuto trovare la valigia incriminata e sbarazzarsene.

    Lo shuttle bus mi porta in centro per 26 dollari e mi lascia davanti alla libreria centrale. Entro con tutte le mie valigie e mi siedo davanti al computer con free internet per decidere cosa fare della mia giornata appena iniziata.

    Su Couchsurfing.com ho un messaggio di Mio che mi dice che potrò stare da lei per un po'. Mi chiede di incontrarla in centro fra pochi minuti e così lascio la mia postazione alla libreria e mi affretto ad incontrare Mio al punto prestabilito. Con lei ci sono il suo ragazzo italiano e due altri CS. Uno francese e una ragazza iraniana.

    Assieme, senza molti preparativi e senza molti tiraggi a sorte, partiamo seduta stante per un viaggio in auto di 2 giorni al nord dell'isola in cui Auckland é situata. Non prevedevo di occuparmi di visti e analisi mediche nel fine settimana per cui accetto volentieri ed inizia l'avventura.

    Ci sonosciamo tutti da pochissimo, ma il gruppo risulta essere un successo. Il francese guida per la prima volta sul lato sinistro della strada e dopo il secondo incidente frontale scampato per un pelo, mi propongo di guidare e porto il gruppo dei 4 a destinazione.

    P1070410Facciamo il bagno nella gelida spiaggia a nord est, con pesci enormi che si inseguono sott'acqua e poi raggiungiamo Jess, un'altra CS che ci ospiterà tutti e 5 per la notte in casa sua.

    Per omaggiare la sua generosità portiamo 3 bottiglie di vino, intratteniamo il figlio di 2 anni Jack e facciamo le pulizie di casa (lavare i piatti e ripulire la mattina dopo prima di andare via).

    La serata é fantanstica. Jess è una donna interessantissima. Una madre d'animo e di grande spirito. Alleva il figlio Jack e quello in arrivo (é incinta) da sola. Ha 21 anni e si permette anche fine settimana in compagnia dei CS che la vengono a trovare e le portano un po' di allegria in cambio di un posto dove stare ed un lavandino in cui lavarsi i denti.

    Serata megagalittica fatta di cibo, buon vino, lunghe conversazioni e scenette improvvisate dal piccolo Jack che adora già il ragazzo francese e Mio. E' bello vedere che si può essere sereni senza nemmeno doverlo pianificare. Che si può voler piangere di commozione senza doversi necessariamente sentire appagati nell'aver qualcosa per cui si é lottato a lungo.

    Il tempo con Mio, Mauro, Melika, Silvyan, Jess e Jack é tutto improvvisato, ma si evolve con una tale rara bellezza e spontaneità, da lasciarmi spesso convinto che sia uno dei momenti più belli del mio viaggio attorno al mondo.

    P1070421 Andiamo a letto tardi, con Jess che ci dice di non fare troppo chiasso che Jack russa già e con Mauro che prende in giro Mio perché si lascia scappare delle puzzette.

    "Ma a me piace...." dice lei. Io rido divertito ed intenerito dal tipo di intime confidenze che ero solito condividere con una delle mie ex fidanzate tanti anni fa.

    Chiudo gli occhi un sereno sorriso.

    7 Dicembre 2007

    Ho mandato un sms a mia madre e mio padre chiedendo loro un prestito.

    Le tasse che ho versato in Australia e che devo risquotere mi verranno rimborsate fra 3 settimane. Rimasto con 30 dollari, ho chiesto ai miei familiari un prestito di 500 euro con cui coprire le spese mediche ed ottenere il visto con cui iniziare a lavorare.

    Appena sveglio controllo i fondi sulla poste pay e corro felice ad acquistare una colazione e la scehda sim del cellulare con cui iniziare a organizzarmi per analisi mediche/visto/moto/lavoro.

    Lei é partita con un amico inglese per un'escursione. La saluto mentre siede in auto sul posto passeggero aspettando per il verde.

    Acquisto il biglietto aereo in contanti e la sim (02102229596) Vodafone con la carta di cedito. Il mio volo é domani alle 8:15 per Auckland. Prenoto uno shuttle bus per l'aereoporto da 17 dollari e pago un letto per una notte nello stesso hostello in una stanza dormitorio da 24 dollari a notte.

    Stanza 220. Appena entro due ragazze americane mi danno il benvenuto. Puzzo come una capra e chiedo se sia un problema il fatto che mi debba togliere i vestiti in loro presenza. Mi dicono di no, che quello é un dormitorio e che non mi devo preoccuapre. Mi ero, in effetti, scordato che negli ostelli certe cose non sono un problema.

    Passo tutta la giornata alla biblioteca di Christchurch ad aggiornare il computer e mi guardo un video sul giro del mondo su BMW in 180 giorni (un prodotto commerciale veramente bello) mandatomi da uno dei miei lettori. E' un video talmente bello e di qualità che non posso non sognare di poter un giorno fare un giro del mondo simile.

    VEDILO QUI

    Il mio del resto é ben diverso.

    Torno all'hostello per le 22 con un hamurger per cena. In cucina incontro le due americane che mi invitano a bere della birra al loro tavolo. Mi offrono una bottiglia marchiata con un nome sconosciuto.

    Mi raccontano del loro giro in NZ e dei loro studi in Australia. Sono giovani e una é piuttosto carina. Finiamo dopo poco a parlare di sesso ed a farci domande piccanti giocando a "Never have i ever...." che corrisponde un po' al nostro tipico "Obbligo o verità".

    Entriamo nella stanza assieme e, fra una battuta e l'altra, ci diamo la buonanotte dai rispettivi materassi del letto a castello in cui siamo sdraiti.

    6 Dicembre 2007

    Lei dorme accanto a me.

    Per fare l'amore abbiamo messo il materasso sul pavimento. I rumori del tardo mattino entrano dalla finestra. Facciamo la doccia assieme, ridacchiando complici nello scomparto stretto da una persona. Ci insaponiamo a vicenda.

    Non avevo mai avuto un'amante ultra 40enne.

    Mi cosparge di sapone, scendendo sotto alle mie ginocchie e sfiorando le piante dei miei piedi gentilemente.

    CI rivestiamo in camera, stando attenti a non dare troppo nell'occhio ai responsabili dell'hostello che potrebbero notare il fatto che non sto pagando per l'alloggio. Lei é tuttavia felice di aiutarmi e di farsi complice di questi giochi da adoloscenti in cui sognava da tanto di potersi far di nuovo coinvolgere.

    Scendo in strada in cerca di rispote.

    All'ufficio Immigrazioni mi dicono che potrò ottenere il visto del lavoro facendo riempire questo modulo da un dottore, riportando analisi mediche, del sangue, radiografia al petto e certificato di non contagio per tubercolosi.

    Il tutto mi costerà 400 dollari, più eventuali spese extra in caso di bisogno.

    La clinica in cui mi reco é una clinica privata che mi fornisce prezzi indicativi e nozioni approssimative. Lo odio. Per il tipo di persona che sono ho sempre bisogno di sapere tutto per capire a fonda come la cosa funzione e poi approcciare al tutto a modo mio. Scegliendo ciò che mi é conveninente e scartando ciò che non lo é.

    Mi reco quindi in un'ospedale pubblico dove la recepsionista ultra 50enne sembra trovarmi simpatico e di bell'aspetto. Mi dice tutto quello che voglio sapere e mi lascia una lista di cosa da preparare per le eventuali visite mediche.

    Mi dice inoltre che, una volta richiesta la visita, ci vorranno 7 - 10 giorni per compilare il modulo per l'immigrazione e richiedere l'ottenimento del visto.

    Devo quindi fare il tutto da Auckland, perché devo volare là entro breve per anticipare l'arrivo della moto da Melbourne.

    Al Flight centre trovo un volo per Auckland da 96 dollari. Non posso prelevare perché la mia postepay funziona solo dalle 6:30 del mattino fino alle 22:30. Intanto giro per la città senza molto di pratico da fare, ma molte cose ancora da portare a termine e così mi trovo impotentemente privo di slancio seduto su una panchina in centro città.

    Lei mi vede e mi raggiunge. Parliamo per un attimo, ma il modo serio con cui la fisso negli occhi per tutta una serie di preoccupazioni legate al visto, la mette in imbarazzo e se ne va, dicendomi di ripassare fra 30 minuti. Quando torna sto dormendo sulla panchina, poggiando la testa sulla borsa del laptop. Mi si sdraia di fianco, con la testa sulla pancia e mi accarezza la nuca con una mano.

    Adoro il suo modo di farmi sentire il suo modo, ma detesto il fatto di darle l'idea di esserlo, pur non volendo.

    Torniamo all'hostello per l'ora di cena e la reception é chiusa. Saliamo sicuri in cucina dove gli altri ospiti lavano i piatti e mangiamo un'ottima cena a base di pesce cucinata da lei. Vino rosso nei nostri bicchieri.

    Devo essere stanco. Dopo il secondo la forchetta mi scivola di mano ed il bicchiere spatte spesso con troppa energia sul tavolo, dopo ogni sorsata.

    Lavo i piatti con impazienza e mi chiudo di nuovo in camera con lei dove ci spogliamo in piedi, affamati di altro cibo e di altro vino che cerco fra le gambe di lei.

    5 Dicembre 2007

    Marco, Virginia ed io facciamo colazione assieme e ci abbracciamo per un'ultima volta davanti casa.

    Con me ho il marsupio che mi hanno regalato ed un sacchetto di frutta per fare colazione.

    Siede in città senza stimolo alcuno. Sembro un vegetale.

     

    Poi decido di ritirare le analisi per il test della Clamidia che ho fatto a Melbourne.

    Avevo fatto il test a Darwin sotto consiglio di Saskiaa e me l'avevo trovata. Per curarla bastano due pasticche di antibiotici, ma per sicurezza avevo fatto un secondo test a Melbourne la settima scorsa.

     

    Mentre aspetto i risultati mi chiama Stuart S e mi tiene al cellulare per un'oretta, intervistandomi con domande molto interessanti.

    Sono felice di venir pubblicato su un magazine ufficiale Honda, ma divento ancora più felice quando il signor Stuart mi dice appunto che la mia collaborazione sarà retribuita.

    600 AUD per articolo e 100 AUD per foto. Il tutto farà un 1000 AUD a collaborazione.

    Considerando che il magazine esce 4 volte l'anno, sarà interessante sperimentare questa nuova opportunità.

     

    Le buone notizie continuano quando il dottore mi dice che non ho più alcuna traccia di Clamidia.

     

    Mi dirigo verso Honda MPE Australia, prolungando la mia corsa e facendo sosta ad un auto lavaggio con idro pulitrice. Lavo la Honda VFR800 con 4 dollari. Con i detergenti e la cera viene fuori un capolavoro. Sembra quasi nuova.

    In officina preparo la mia roba, fra cui viene aggiunta anche la maglietta e cappellino firmati Honda. Sono bellissimi.

     

    Al telefono contatto l'ufficio immigrazione a Sydney che controlla i miei dati ed esordisce che il visto é PENDING perché non ho ancora fornito il certificato della tubercolosi.

    "Scusi ma, non mi é arrivata alcuna notifica....." faccio io incredulo.

    Lui dice che visto che ho vissuto in Asia per un periodo più lungo di 3 mesi, dovevo far pervenire le analisi medice.

    "Ma il sito dice che POTREBBE ESSERE NECESSARIO FAR PERVENIRE..... Mica dice che era un obbligo"

    Lui dice che nel mio caso lo é, visto che sono stato in Asia per più di 3 mesi nei passati 5 anni.

    "Ma ho vissuto 1 anno in Australia e non ho dovuto fare alcun accertamento medico"

    Dice che per la Nuova Zelanda é diverso.

     

     

    Adesso il punto é che entrerò stasera stesso in Nuova Zelanda con un tibro di soggiorno che mi da 90 giorni di permesso, ma non a livello lavorativo. Per completare il visto PENDING dovrò fare le analisi per intero (non solo per TB, ma anche radiografia, analisi del sangue e visita medica dal dottore) in Nuova Zelanda per un costo di 400 dollari.

    Mick Smith mette le mie borse in macchina e mi da un passaggio fino all'aereoporto. E' sempre piacevole parlare con lui. Mi abbraccio davanti all' International Departures e se ne va con un sorriso.

     

    Ma al check in succede l'imprevisto.

    La ragazza dice che senza visto del lavoro non posso volare in Nuova Zelanda con un biglietto di sola andata. DEVO COMPRARE UN BIGLIETTO DI RITORNO O RESTO IN AUSTRALIA.

    Il mio visto australiano scade oggi per cui se resto qui VERRO' DEPORTATO IN ITALIA CON VOLO DIRETTO!!!!

    Con me ho gli ultimi 100 dollari in contanti.

    0 dollari nella carta del conto che ho aperto in Australia

    100 euro nelle poste pay

     

    La tipa mi chiede 400 dollari per il biglietto di ritorno e io entro nel panico.

    "Io non ce li ho quei soldi"

    Mi dice che questo é tutto quello che può fare e che non ci sono prezzi più bassi.

    "Ma io......" poi noto la coda di persone che aspetta dopo di me e comincio a perdere speranze.

    Mi dice che se non posso pagare verrò accompagnato dalle autorità nell'ufficio dove potrò fare delle chiamate per firmare le carte per la deportazione.

    "Che cosa?!?!?!??!?!"

     

     

    Ad Agosto, mesi fa, avevo attivato sul paypal la possibilità di fare offerte. Avevo i soldi che avevo guadagnato durante i mesi di lavoro e avevo pensato di tenere quei soldi come risorsa per le emergenze.

    Solo che dopo 5 mesi me ne ero scordato.

    "Posso pagare in contanti?"

    Mi dice che ho 2 minuti

    Torno con 300dollari in contanti (l'esatta conversioni in AUD degli euro che mi sono stati offerti dai miei lettori) e, con la banconota da 100 che avevo, compro quel biglietto.

    Lei mi dice che per aiutarmi mi vende un biglietto Flexi che potrò rimborsare nonappena entrato in Nuova Zelanda.

    Passo al Check in e dopo 30 minuti sono a bordo sull'aereo che mi porta a Christchurch.

     

    Adesso ho 30 dollari in contanti che ho ottenuto dal cambio valuta e 100 euro nelle poste pay.

    Arrivo in centro città con un seattle bus guidato da una dolcissima donna Maori che mi fa lo sconto per aiutarmi. Durante il viaggio una ragazza scende dal bus dimenticando perfino la borsetta sul seggiolino accanto al mio.

    Rifletto un attimo e mi rendo conto che molte volte, preso dalla distrazione, avevo abbandonato il mio marsupio a giro per il mondo, trovando sempre persone buone che me lo rendessero.

    La conducente riceve una chiamata di notifica della borsetta e io gliela porco dicendo "Trovata!"

     

    Scendo in centro alle 23, esausto. Non ho soldi da sprecare. Non ho cenato. Qui fa molto più freddo e molti hostelli sono chiusi.

    Sapevo che la francese era volata qui due giorni prima. Cerco nel laptop che ho con me il nome dell'hostelo dove sta pernottando e mi faccio trovare davanti alla porta, mentre lei mi fa entrare nella sua stanza di nascosto e mi ci tiene fino al mattino